sabato 20 novembre 2010

brani da L'UOMO CHE CREDEVA DI NON AVERE PIU' TEMPO di Guillaume Musso

da L'UOMO CHE CREDEVA DI NON AVERE PIU' TEMPO di Guillaume Musso


Isola di Nantuchet, autunno 1972 Nei fiammeggianti colori dell'estate indiana, due bambini stanno giocando in riva a un lago quando un cigno maestoso si posa ad ali spiegate sull'acqua, lanciando un lugno grido. Affascinata, la piccola si sporge per carezzarlo, perde l'equilibrio e cade. Il suo compagno di giochi la vede muoversi sempre meno, intrappolata in una morsa di gelo, si tuffa in suo aiuto. Riesce a spingerla in salvo, poi le forze gli vengono meno, qualcosa di lo tira verso il fondo, e tutto si fa nero. Nero e freddo.



'Senza una mano che lo accompagnasse, non voleva più andare da nessuna parte; senza una voce che gli rispondesse, restava solo il silenzio; senza un volto di fronte al suo, lui non esisteva più.'

'Credette allora di sentire la voce di Goodrich che gli ripeteva:
Nessuno può influire sull'ora della morte. E non si può rimettere in causa la decisione finale.'

'Un banco di una quindicina di balene risale dal fondo dell'oceano, proiettando fragorosi getti di parecchi metri di aaltrezza in un magnifico fuoco d'artificio.
Presto, le loro teste e buona parte dei loro dorsi emergono in prossimità dell'imbarcazione. Quei mastodonti di cinquanta tonnellate sfiorano il battello emettendo un dolce canto. Mallory si gira verso di lui, con il sorriso sulle labbra e gli occhi spalancati. Sono consapevoli di vivere un momento eccezionale.
Presto le balene effettuano un'ultima immersione.Con una grazia infinita, sollevano in alto la possente coda prima di scomparire nell'oceano, emettendo sibili acuti sempre più deboli.
Poi non resta più nulla, a parte gli uccelli marini che solcano di nuovo il cielo per riprendere possesso del loro territorio.'

'Da bambina, dopo aver rischiato di annegare in quel lago, aveva sviluppato una paura matta di morire. Non avrebbe mai potuto immaginre che potesse esistere qualcosa di peggio della propria morte. Ma, una volta divenuta madre, aveva capito che la prova più dura sarebbe stata in realtà quella di assistere alla scomparsa dell'essere che aveva messo al mondo. Allora si era dovuta arrendere all'evidenza: sì, c'era ben di peggio che morire.'

MIO COMMENTO
E' stato interessante e coinvolgente entrare in questo racconto, dove la vita di una persona, in un particolare momento di solitudine, viene messa in discussione.Un brillante avvocato, Nathan,  abbandonato dalla moglie e dalla figlia, si ritrova a dover fare i conti con la morte, annunciata attraverso un 'messaggero', un medico con il compito di prepararlo alla morte fisica. Nathan, cerca disperatamente di riprendere i contatti con la moglie, attraverso i ricordi di un piacevole passato, riscoprendo emozioni e sentimenti, mai dimenticati.
Attraverso queste tracce di vita passata, ritrova la sua famiglia,  mentre diventa chiaro che non è lui il destinatario di questo passaggio, ma la sua funzione è di preparare la moglie ad distacco dalla vita terrena.
Mi ha coinvolto emotivamente questo racconto, riuscendo a stupire e a vivere insieme al protagonista il suo cambiamento interiore.

2 commenti:

  1. La stessa Nantuchet da dove partirono Achab e la sua ciurma alla ricerca di Moby Dick? E dove i nativi lasciarono preziosi reperti archeologici? Poesia e arcani eventi si fondono allora armoniosamente!

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  2. ti lascio un abbraccio nelle tue dolci letture.ciaooo Luigina

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