domenica 10 ottobre 2010

brani da Strane creature di Tracy Chevalier

STRANE CREATURE DI TRACY CHEVALIER

'E' il 1811 a Lyme, un piccolo villaggio del Sussex, sulla costa meridionale inglese. Le stagioni si susseguono senza scosse in paese e il decoro britannico si sposa perfettamente con la tranquilla vita di una provincia all'inizio del diciannovesimo secolo.
Un giorno, però, sbarcano nel villaggio le sorelle Philpot e la quiete è subito un pallido ricordo. Vengono da Londra, sono eleganti, vestite alla moda, sono bizzarre creature per gli abitanti di quella costa spazzata dal vento.'


BRANI
Anch'io mi sono azzuffata con il mare qualche volta. Eppure conosco le maree come i battiti del mio cuore. Ma a volte mi perdevo a cercare i ninnoli e l'acqua saliva zitta zitta, e mi toccava attraversarla a guado o arrampicarmi sulla scogliera per tornare a casa. Però non ho mai fatto il bagno di mia scelta, come le signore che vengono da Londra. A me piace la terraferma. Ringrazio il mare per i pesci che mi dà da mangiare e per i fossil che scava dalla collina o sputa sulla spiaggia. Senza il mare, gli ossi resterebbero rinchiusi per sempre nelle loro tombe di pietra e noi non avremmo di che campare.  (Mary Anning, la figlia dell'ebanista)

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I collezionisti hanno elenchi di cose che desiderano procurarsi, vetrine piene di curiosità frutto delle ricerche altrui. A volte escono in spiaggia e passeggiano lungo la battigia, guardando le scogliere con aria annoiata, come a una mostra di quadri scadenti. Per loro le rocce sono tutte uguali, non distinguono i quarzi dalle selci, la carne dalle ossa.
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Noi cacciatori trascorriamo ore e ore, giorno dopo giorno, davanti al mare, con ogni tempo. Abbiamo le  scottate dal sole, i capelli arruffati dal vento, gli occhi perennemente strizzati, le dita screpolate. Le nostre scarpe sono bordate di melma e scolorite dall'acqua salmastra. La sera rincasiamo con le vesti sudice e spesso senza aver trovato nulla. Ma siamo pazienti e volenterosi e non ci lasciamo scoraggiare se ci capita di tornare a mani vuote. Ognuno di noi ha le sue manie - chi predilige le stelle di mare, chi stravede per le belemniti, chi per un bel pesce fossile con tutte le squame al loro posto - ma siamo attenti a ogni dono che le scogliere hanno da offrirti. (Elisabeth, la più grande delle sorelle Philpot)

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duria antiquior - Henry Thomas de la Beche 1830

MIO COMMENTO
Mi piace il romanzo perché in modo affascinante, racconta di una grande passione, di cacciatori di fossili al femminile: due donne incredibilmente attratte dagli antichi resti marini, che ricercano con una grande  interesse tra le scogliere del Devon e del Dorset, i fossili del Giurassico, senza fermarsi mai, arrivando a scoperte inpensate.
Ho trovato molto interessante la lotta condotta con una forza e tenacia tutta femminile, contro le convenzioni di un'epoca in cui le donne non venivano per nulla considerate, riuscendo a dare un grosso contributo alla conoscenza scientifica.

1 commento:

  1. E' sempre un piacere leggere i brani da te scelti e le tue recensioni. Un caro saluto

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