domenica 3 ottobre 2010

03.10.2010


Brano da Parole di giorni lontani di Tullio De Mauro

'La cosa era ritualizzata, nella casa dell'Arenella. A metà pomeriggio, di solito finiti i compiti, andavo in cucina o mi chiamava là mia madre, che mi diceva: "Ti preparo il cozzetto". Da un filone di pane, tagliava la parte estrema, tondeggiante, in napoletano il cuozzo, in italiano regionale cozzo, lo svuotava con cura del cono di morbida mollica, metteva un pizzico di sale nella cavità, versava qualche goccia d'olio sia sulle pareti cave sia sulla mollica, spalmava le gocce con cura, richiudeva e, infine, mi consegnava il tutto.  l'eccellente merenda. "Gli Inglesi fanno cinque pasti. Tu, con la merenda che porti a scuola, anche tu ne fai cinque." Mi sentivo onorato della parificazione.



Tentativo di Wistaw Szymborska

Ohi, sì, canzone, ti fai beffe di me:
se anche prendessi il monte, non fiorirei d'una rosa.
D'una rosa fiorisce solo la rosa. Lo sai.

Cercavo di aver foglie. Volevo attecchire.
Trattenendo il respiro - perché accadesse prima -
aspettavo di chiudermi in una rosa.

Canzone, che non provi compassione per me:
ho un corpo singolo, non mutabile in nulla,
sono monouso fino alle midolla.



Se non potete essere un pino sulla montagna,


siate un arbusto nella valle,

ma siate il miglior piccolo arbusto sulla sponda del ruscello.

Siate un cespuglio, se non potete essere un albero.

Se non potete essere una via maestra, siate un sentiero.

Se non potete essere il sole, siate una stella;

Non con la mole vincete o fallite.

Siate sempre il meglio di qualunque cosa siate.

Douglas Malloch

1 commento:

  1. Luigina
    Prima di chiedere il pc e andare a dormire , sono passata da te per augurarti una notte con tanti sogni belli , e magari domani tu li possa realizzare tutti .
    Buona notte Lina

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