mercoledì 16 giugno 2010

brano da Via Tarquinio Prisco di Mauro Tomassoli



'Negli istanti di silenzio si sentiva crepitare da ambo le parti qualcosa di indefinibile, di non detto, una richiesta di confidenza, l'esigenza di riparlare della disgrazia vissuta insieme. Ma nessuno dei due ne aveva chiara coscienza, Adriana meno che mai. Chiusa la telefonata, poco dopo, la ragazza si rese conto che non riusciva a ricordarsi esattamente la fisionomia di Michele: al posto della faccia c'era un ovale color carne da cui guizzava ora un occhio, ora il naso, ora un certo modo di piegare la bocca. Quando la mattina dopo se lo trovò davanti, all'ora stabilita, quell'immagine nebulosa si riempì dei tanti tratti dimenticati, cisacuno dei quali le restituiva con incandescente verità un diverso ricordo legato alla morte di suo padre.'

da Via Tarquinio Prisco di Mauro Tomassoli - coll. la Mongolfiera

Nessun commento:

Posta un commento