sabato 6 febbraio 2010

da atleticaweek.it

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Da AVVENIRE di oggi...

La nuova Carolina «Ho l’oro in testa»

DI CESARE MONETTI

S enza confini. È l’enunciazione più corretta per definire Caroli­na Kostner, 22 anni dopodoma­ni. Cinque lingue, ladino compreso, parlate alla perfezione. Una vita vis­suta a gareggiare nei palazzetti del ghiaccio di tutto il mondo, il trasferi­mento in Germania a 14 anni per al­lenarsi dopo che una frana aveva di­strutto il palasport di Ortisei.
Senza confini perché da qualche me­se vive a Los Angeles alla corte di Frank Carroll con in testa un solo o­biettivo: l’oro olimpico. Senza confi­ni per fascino e bellezza delle sue e­voluzioni sulle lame che hanno con­quistato gli stilisti più famosi, il pat­tinare per lei è un’arte che l’ha por­tata a collaborare anche con il com­positore Giovanni Allevi. In una re­cente ricerca sui campioni dello sport, Carolina è risultata l’atleta donna con l’indice di bravura e sim­patia più in alto in Italia. Solo Valen­tino Rossi è lo sportivo che l’ha bat­tuta in popolarità. Senza confine il suo sorriso, quando ancora diciottenne sfilò per prima ai Giochi Olimpici di Torino 2006, af­fascinante portabandiera della com­pagine azzurra. Non andò bene quell’edizione, l’emozione e la pres­sione di una olimpiade casalinga la piegarono, gli errori sul ghiaccio fu­rono gravi.
Carolina, seconda opportunità o­limpica per lei. La prima non andò bene. Spera di avere una minore pressione mediatica a Vancouver?
«Penso che l’onore di essere stata la portabandiera alle Olimpiadi in Ita­lia sia stata l’emozione più grande della mia vita. Penso anche che sia­no passati quattro anni, sarà una nuova edizione dei Giochi con una nuova Carolina, più matura e più pre­parata. Ho imparato a gestire meglio la pressione».
Allora è vero che le medaglie si vin­cono con la classe ma anche con la testa...
«Da questa estate ho un mental coa­ch. Ormai i più grandi campioni di o­gni disciplina se ne servono. Con il la­voro mentale imparo a concentrar­mi bene durante le performance e a rilassarmi meglio nei momenti di pausa. La medaglia vinta poche set­timane fa a Tallin nei Campionati Eu­ropei è la prova che il tutto sembra funzionare».
Dopo qualche stagione deludente ha voluto cambiare in maniera radica­le. Trasferimento in California per es­sere seguita da Frank Carrol. Come si trova a Los Angeles?
«Frank è un grande allenatore, ha por­tato alle vittorie mondiali i più gran­di talenti statunitensi. Credo che la sua enorme esperienza e le sue doti umane siano le qualità che fanno la differenza. Mi alleno tutto il giorno nel palazzetto, nel tempo libero pas­seggio sulla spiaggia, oppure studio. Ora vivo sola in un residence, mentre prima stavo con una famiglia con lon­tane origini italiane. Non ho ancora deciso se starò qui anche dopo le O­limpiadi canadesi, ci penserò...».
Trova anche il tempo per studiare?
«Se non fossi diventata un’atleta pro­fessionista avrei sicuramente voluto studiare qualunque cosa inerente al­l’arte. Visto il poco tempo ed i conti­nui spostamenti per stage o gare, gra­zie al sostegno di un tutor di un isti­tuto privato riesco comunque a por­tare avanti gli studi. Sono iscritta al Dams di Torino, indirizzo arte, e per il momento sono soddisfatta perché sto avendo buoni risultati».
Il suo fidanzato Alex Schwazer, oro nella marcia a Pechino, come le è sta­to vicino in questi mesi?
«Come ogni fidanzato sta vicino alla persona che ama. Considerando che è un atleta, capisce meglio i tempi e i modi per farmi tornare sempre il sor­riso ». Ed il sorriso è tornato poche settima­ne fa quando Carolina è tornata a bal­lare e a far sognare sul ghiaccio vin­cendo l’oro agli Europei di Tallin do­po quelli del 2007 e 2008. È anche ca­duta, come spesso le accade. Ma si è rialzata e ha piazzato un’esecuzione perfetta nel programma libero in cui ha presentato splendide e difficili combinazioni tecniche. Un sorriso senza confini che a Vancouver può diventare d’oro.

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