mercoledì 4 novembre 2009

da www.atleticaweek.it

Un assaggio di ATLETICA WEEK di questa settimana...

Unici in Italia ad avere un intervista di PAULA RADCLIFFE dopo la MARATONA DI NEW YORK.

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“Il mio avversario? Il tendine”

di Alessandra Ramella Pairin

Fonte: Web New York Road Runners


Paula Radcliffe alla maratona di New York ieri si è dovuta accontentare del quarto posto e ha dovuto cedere la corona all’etiope Derartu Tulu. Dopo sei mesi lontano dalle gare e a un anno esatto dalla vittoria sulle tarde della Grande Mela, Paula si è dovuta arrendere. Era mancata ai mondiali di maratona a Berlino e a quelli sulla mezza distanza ad inizio ottobre in patria per una tonsillite. Ieri al ventitreesimo miglio tra i saliscendi di Central Park ha visto sfilare accanto a sé la russa Ludmila Petrova, la Tulu e la francese Christelle Daunay. Tutto a causa di un infortunio. Che cosa è davvero successo sulle strade di New York.

Che cosa pensi della gara d oggi, hai detto di avere avuto un problema fisico?

Sì, ho avuto male al tendine del ginocchio. Pensavo che oggi la gara potesse andare meglio, perché sapevo di stare bene. Fino all’undicesimo miglio (la mezza maratona ndr) è stato così, poi… quando mi hanno attaccata, ho pensato “Non mollare, non mollare!“. Ho tentato di riavvicinarmi, ho sperato di riuscirci, ma quando sono andate via, i saliscendi non mi hanno permesso di raggiungerle, forse non mi avrei dovuto staccarmi dalla francese.

Che sensazione avevi prima di partire, sapendo che non ti eri allenata per due settimane e che tutti ti aspettavano?

E’ stata dura. Sapevo che il mio avversario era la gamba e le sensazioni erano brutte. Venerdì ho fatto l‘ultimo allenamento e il tendine non mi faceva male. Ero contenta.

Com’è accaduto questo incidente?

Stavo facendo il mio ultimo “lavoro” (allenamento qualificato). Negli ultimi chilometri ho iniziato a sentire male. La diagnosi, una infiammazione al tendine posteriore al ginocchio.

E adesso?

Non posso piegare la gamba. L’altra volta fu differente. Questa volta è stato più difficile, perché era il percorso di New York.

Di questa gara non ti rimarrà un bel ricordo?

Mi rimarrà, nonostante tutto, un bel ricordo, non credo che potrà farmi dimenticare le gioie vissute a New York. Vorrei ritornare il prossimo anno e provare a vincere la mia quarta maratona qui.

Derartu Tulu è stata la tua avversaria. Cosa ne pensi?

Sì, lei è stata carina e durante la gara m’incitava a continuare. Ciò che mi rattrista è che non sono stanca adesso, ma le mie gambe non potevano andare più veloci.

Ti senti incoraggiata a pensare che due delle avversarie che ti precedono siano più anziane di te?

Direi di sì, anche se non ci penso. Oggi ho fatto una brutta gara ed ero infortunata. Credo che ci sia ancora tempo. Quest’anno certo non ho avuto fortuna, ma non penso che sia perché sono un’atleta non più giovanissima.

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