giovedì 5 novembre 2009

05.11.2009


Giovedì - 5 novembre 2009 - Rm 14, 7-12; Sal.26 – La gloria di Dio è l’uomo vivente


 Lc 15, 1-10

1 Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. 2 I farisei e gli scribi mormoravano: «Costui riceve i peccatori e mangia con loro». 3 Allora egli disse loro questa parabola:4 «Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova? 5 Ritrovatala, se la mette in spalla tutto contento, 6 va a casa, chiama gli amici e i vicini dicendo: Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta. 7 Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione.8 O quale donna, se ha dieci dramme e ne perde una, non accende la lucerna e spazza la casa e cerca attentamente finché non la ritrova? 9 E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, dicendo: Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta. 10 Così, vi dico, c'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».

Medita

(Monaci del monastero di S. Vincenzo martire)

La gioia di Dio per il suo perdono.

«Vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione». È la gioia di Dio e di tutto il, paradiso che oggi è solennemente proclamata. Peccato che tale gioia non sia sempre condivisa dagli uomini! Ciò accade forse perché noi nei confronti degli altri esigiamo la giustizia e per noi stessi invece la misericordia. L'intensità della gioia di ritrovare ciò che era perduto è proporzionata all'amore che abbiamo per ciò che si è perso: Ciò si può sperimentare anche nelle nostre esperienze umane. Esulta il pastore che ritrova la pecora smarrita e vuole rendere partecipi del suo gaudio anche gli amici. Dio ci ama di un amore immenso ed incontenibile. Tutta la storia della salvezza ne è una chiarissima e splendida dimostrazione. Dal momento del peccato il Signore si è messo alla ricerca dell'uomo, nudo, spaurito e fuori del paradiso terrestre. In Gesù l'opera divina ha trovato il suo culmine quando per ritrovare l'uomo e redimerlo dal peccato ha immolato se stesso sulla croce. La gioia poi è diventata perenne, sicura e garantita nella risurrezione sua e nostra. È diventata la gioia pasquale!

Prega

Ho percorso sentieri scoscesi, Signore, nel mio fuggire… Corsa affannosa e inquieta, la maia. Ma verso dove?A tentoni afferro la tua mano, la scopro sempre tesa verso di me; e mi placo. Lascio che il mio cuore si scaldi alla scintilla di gioia dei tuoi occhi. Signore della mia vita. Ora ti riconosco: mio respiro tu sei, mia luce, mia quiete, mia gioia. Se vivo è perché tu mi tieni in vita. Che cosa ho che io non abbia ricevuto? Nel mio arrendermi alla tua misericordia, mi scopro uno sguardo diverso verso gli altri: anche per loro sei respiro, luce. quiete, gioia. E ti prego: aiutaci, tutti, a non giudicarci. Fa' che sappiamo darci a vicenda il bene più prezioso che abbiamo ricevuto: la tua misericordia. Fa' che sappiamo gioire della tua gioia per ciascuno di noi.



Un pensiero per riflettere

Il perdono e' gioia dell'uomo, ma prima di tutto e' gioia di Dio. Il Padre sta perdendo il senno per la gioia? Si, e' pazzo di gioia! Vuole addirittura che si faccia festa ! Nessun delitto e' cosi' grande da arrestare l'Amore del Padre verso noi peccatori. Anzi piu' il delitto e' grande, piu' il Padre sembra capace di tenerezza e di perdono. " Apritevi con umilta' e fiducia, ritornate al Padre: il Padre di ogni misericordia vi aspetta per offrirvi il Suo perdono " (Giovanni Paolo II).

Dio non si stancherebbe mai di perdonare, perche' non si stanca mai di amare.

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