domenica 4 ottobre 2009

Lettere a Theo sulla pittura di Vincent Van Gogh


Mio caro Theo,

ti scrivo finalmente da Saintes-Maries sul Mediterraneo.Il Mediterraneo ha un colore come quello degli sgombri, vale a dire è cangiante, non si sa bene se è verde o viola, non si sa sempre se c'è del blu, perché a seconda del rifless cangiante prende una tinta orsa o grigia.

Che strana cosa è la famiglia - involontariamente e mio malgrado ho pensato spesso qui a nostro zio marinaio, che certamente avrà tante volte questo mare.
Ho portato due quadri - due marine, uno scorcio del villaggio, e due disegni che ti manderò per posta domani quando sarò tornato ad Arles. Dormo e mangio in ragione di 4 franchi al giorno; avevano cominciato a chidermene 6.
Appena potrò, tornerò qui per farci forse degli studi.
La spiaggia è spaziosa, niente rocce, niente coste a picco sul mare - è come in Olanda meno le dune, e più azzurro.
Si mangiano qui dei frutti di mare migliori che lungo la Senna. Solo che non c'è pesce tutti i giorni, dato che i pescatori lo vanno a vendere a Marsiglia. Ma quando ce n'è, è maledettamente buono.
Se non c'è pesce - il macellaio non è molto più invitante del macellaio turco del signor Gérome - se non c'è pesce, è abbastanza difficile trovare da mangiare qui, a quel che sembra.
Non credo ci siano più di cento case in questo villaggio, o in questa città.
L'edificio principale dopo la vecchia chiesa, antica fortezza, è la caserma. E quelle case - come nelle nostre brughiere e torbiere di Drenthe; ne vedrai di esempi nei disegni. Sono costretto a lasciare qui i tre studi dipinti, perché non sono abbastanza asciutti da poterli sottomettere impunemente a cinque ore di sballottamento in carrozza. Ma faccio conto di tornare ancora qui.
La settimana prossima avrei desiderio di andare a Tarascon per fare due o tre studi.
Se non mi hai ancora scritto, conto di ricevere la tua lettera ad Arles.
Un bellissimo gendarme è venuto ad intervistarmi qui, e anche il curato - la genti di qui non deve essere molto cattiva, perché perfino il curato aveva quasi l'aria di un brav'uomo.
Il mese prossimo si aprirà qui la stagione dei bagni. Il numero dei bagnanti vari da 20 a 50.
Resterò qui fino a domani pomeriggio, ho ancora da finire dei disegni.
Ho passeggiato una notte lungo il mare sulla spiaggia deserta, non era ridente, ma neppure triste, era...bello. Il cielo di un azzurro profondo era punteggiato di nuvole d'un azzurro più profondo del blu base, di un cobalto intenso, e di altre nuvole d'un azzurro più chiaro, del lattiginoso biancore delle vie lattee. Sul fondo azzurro scintillavano delle stelle chiare, verdi, gialle, bianche, rosa chiare, più luminose delle pietre preziose che vediano anche a Parigi - perciò era il caso di dire: opali, smeraldi, lapislazzuli, rubini, zaffiri.
Il mare era d'un blu oltremare molto profondo - la spiaggi di un tono violaceo, e mi pareva anche rossastra, con dei cespugli sulla duna (la duna è alta 5 metri), dei cespugli color blu di Prussia. Ho fuori dei disegni a mezzo foglio e un disegno grande, che fa da pendant all'ultimo. A presto spero, una stretta di mano,
tuo Vincent

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