lunedì 7 settembre 2009

dal sito lineadombra.it

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Gentili visitatori,
si avvicinano ormai le inaugurazioni delle due mostre principali dell'autunno organizzate da Linea d'ombra a Villa Manin di Passariano di Codroipo (Udine) e a Castel Sismondo di Rimini, con un corollario di altri eventi espositivi di cui vorremmo darvi conto in questa mail.

Per una maggiore completezza di informazioni e contenuti, l'invito è sempre a riferirvi al nostro sito http://www.lineadombra.it/.

Per le prenotazioni, vi ricordiamo invece gli estremi del nostro call center che risponde al numero 0422-429999 da lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 18.
Gruppi e scuole stanno prenotando da mesi. È invece solo da pochi giorni che sono aperte le prenotazioni per i privati.
Ricordiamo che per le prenotazioni i privati possono avvalersi del nostro call center così come operare autonomamente sul nostro sito all’indirzzo https://biglietto.lineadombra.it/

VILLA MANIN

Si inizia il 26 settembre prossimo con l'apertura al pubblico, nella fastosa sede di Villa Manin a Passariano di Codroipo (Udine), della mostra "L'età di Courbet e Monet. La diffusione del realismo e dell'impressionismo nell'Europa centrale e orientale" (www.lineadombra.it/villamanin/).
Un progetto fortemente voluto e curato con passione da Marco Goldin. Una mostra concretamente “grande”: grande per l’epopea artistica che racconta, grande per la qualità e rarità delle opere che riunisce, grande per il territorio di cui, per la prima volta, delinea le vicende. Grande, infine, perché affronta in modo nuovo, gli infiniti, talvolta carsici, percorsi dell’arte che, superando ogni singolo confine nazionale, sanno creare un gioco assolutamente affascinante di reciproche contaminazioni.
Attraverso 134 opere, per la prima volta è organicamente studiato e raccontato il rapporto tra la nascita della cosiddetta scuola di Barbizon in Francia e la diffusione del realismo e del naturalismo nei Paesi dell’Europa centrale e orientale. E subito dopo, a partire dagli anni settanta a Parigi, come l’affermazione dell’impressionismo abbia segnato in modo fondamentale la pittura di molte tra quelle nazioni, addirittura fino a XX secolo inoltrato.
Entro quattro, ampi distinti capitoli – “Boschi, campagne e case”, “Acque”, “Ritratti” e “Natura abitata – 78 artisti si confronteranno alla pari, senza steccati nazionali, nel resoconto di quella grande ventata di novità che nel secondo Ottocento rinnovò la pittura in tutta Europa.

In ideale continuità con il tema presentato nella stessa sede nella mostra maggiore, dal 26 settembre al primo novembre 2009, nella Esedra di Levante di Villa Manin,sarà possibile ammirare Massagrande. Scene d’Ungheria (http://www.lineadombra.it/villamanin/massagrande). Uno dei maggiori artisti contemporanei italiani ha interpretato, attraverso oltre quaranta opere, il fascino misterioso del paesaggio ungherese. Il visitatore potrà verificare su queste tele quanto scrive l’artista stesso: “l a terra ungherese, nella sua apparentemente immutata pianura, è in costante cambiamento anche decine di volte al giorno. Cambiano i colori, gli odori, le strutture. L’architettura del paesaggio magiaro è data dal cielo che domina quello stesso paesaggio come non ho visto in nessuna altra parte del mondo”.
La visita alle grandi mostre di Villa Manin è un’ottima occasione per ritagliarsi il tempo di scoprire una regione unica, ancora al di fuori dei circuiti del turismo di massa: la terra che Ippolito Nievo nelle “Confessioni di un italiano” definì un “piccolo compendio dell’universo, alpestre piano e lagunoso in sessanta miglia da tramontana a mezzodì”. Nel raggio di un centinaio di chilometri si passa dai paesaggi alpini della Carnia , fra boschi , laghi e malghe , ai campi coltivati , nella vasta pianura lungo il placido corso del Tagliamento.
Vi invitiamo a scoprire sul nostro sito (http://www.lineadombra.it/villamanin/friuli.html) i pacchetti che sono stati appositamente studiati .

RIMINI
La città dei Malatesta vivrà ad ottobre una stagione espositiva come mai prima d’ora s’era potuto vedere.
Grazie all’eccezionale collaborazione con il Museum Fine Arts di Boston, momentaneamente chiuso in alcune sue sale per l’apertura nell’autunno del prossimo anno, della nuova ala progettata da Norman Foster, Linea d’ombra ha la possibilità di presentare al pubblico italiano, dal 10 ottobre 2009 al 14 marzo 2010, sessantacinque assoluti capolavori della pittura europea dal Cinquecento al Novecento.
Nella magnifica sede di Castel Sismondo, sarà dunque possibile assistere a una grande lezione di storia dell’arte raccontata a tutti.
La mostra, che pur ripercorre molte importanti scuole nazionali in Europa, è allestita da Marco Goldin secondo un’idea di continui e significativi accostamenti, articolati in sei sezioni.
Anche in questo caso, per farsi intanto un’idea della qualità delle opere, il rimando è al nostro sito (www.lineadombra.it/rimini/index.html). Basti intanto leggere, in ordine alfabetico, solo alcuni dei artisti che saranno rappresentati: Bernard , Braque , Cézanne , Constable, Corot , El Greco , Fantin–Latour , Gainsborough , Gauguin , Gris , Matisse , Monet , Murillo , Manet , Pissarro , Renoir, Rembrandt , Signac , Sisley , Tintoretto , Van Dyck , Van Gogh , Velásquez , Veronese.

Il secondo appuntamento che vogliamo segnalareè “Pittura d’Italia. Paesaggi veri e dell’anima. Una situazione in due tempi”.
I due tempi di questa mostra, curata e fortemente voluta da Marco Goldin, sono quelli in cui si articolerà l’esposizione, suddivisa, per ragioni di spazio nel pur esteso percorso espositivo della Rocca Malatestiana, in due successivi momenti, dal 10 ottobre al 6 gennaio, la prima parte, e dal 9 gennaio al 14 marzo, la seconda.
Nella prima delle due successive esposizioni ad essere presentate saranno opere di artisti che affrontano il paesaggio in termini più rispondenti a ciò che viene percepito come il “reale”, certo mai in termini “fotografici” o oleografici, tuttavia proponendo luoghi apparentemente precisi e decrittabili. Nel secondo “tempo” propone invece un paesaggio diventato quasi paesaggio dell’anima, racconto di una realtà trasfigurata e sublimata. Ad introdurre questo secondo gruppo di artisti è un “Omaggio a Piero Ruggeri”, maestro, recentemente scomparso, tra i più grandi della vicenda artistica italiana ed europea del secondo Novecento.

Ultimo e terzo motivo di interesse per il visitatore che si recherà a Rimini è Piero della Francesca e i tesori d’arte a Rimini (10/10/2009-14/03/2010) . A questo progetto di “mostra diffusa nella città” hanno collaborato, oltre ad Antonio Paolucci che dell’operazione è l’attento e appassionato “regista”, due studiosi tra i più esperti di storia ed arte riminese: Enzo Pruccoli e Alessandro Giovanardi, autori degli itinerari tematici.
Vengono proposti quattro itinerari, grazie ai quali sarà possibile scoprire gli autentici tesori, troppo spesso ignoti al pubblico, della città emiliana, nota quasi esclusivamente per le occasioni di divertimento che offre la sua riviera.
Il primo itinerario è dedicato alla “Rimini romana” che ha nell’Arco di Augusto, nel Ponte di Tiberio, nel Foro romano e nella straordinaria, recente scoperta della Domus del chirurgo, le sue principali tappe.
Un secondo capitolo, immenso per importanza, riguarda “L’età malatestiana” e trova come punti di straordinarietà la Rocca Malatestiana (ovvero quel Castel Sismondo che ospita la mostra “Da Rembrandt a Gauguin a Picasso. L’incanto della pittura. Capolavori dal Museum of Fine Arts di Boston”) e soprattutto il Tempio Malatestiano.
Poi “L’arte riminese nel Museo della città” con i grandi momenti: il Trecento Riminese, il Rinascimento e il Seicento. E, infine, “Le chiese di Rimini”: quelle propriamente in città (Sant’Agostino, San Giuliano, San Giovanni Battista) e quelle nell’immediata periferia, veri scrigni di notevoli opere d’arte.

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