lunedì 7 settembre 2009

Andrea De Carlo- Mare delle verità

Ho cercato di concentrarmi sul mare scintillante alla mia destra, inspirare l'odore nell'aria. Poi ho spostato lo sguardo, e forse centro metri davanti a me c'era una ragazza vestita di nero che camminava di buon passo, con uno zainetto in spalla. Ho pensato che una parte del mio cervello stava elaborando in modo arbitrario i dati registrati dalla mia vista, con l'intento patetico e pericoloso di avvinicarli ai mie desideri. Ho girato di nuovo la testa verso il mare, ma dopo qualche secondo sono tornato a guardare la ragazza, ho accelerato il passo senza rendermene conto.
Quando dero a una cinquantina di metri da lei la ragazza si è fermata, ha tirato fuori di tasca un foglioetto e si è tolta il berretto di lana: ha scosso una massa di riccioli rosso-miele, una vampata di colore nella luce grigia.
Mi sono bloccato, con i piedi incollati al selciato e il respiro sospeso, il cuore quasi fermo. Poi il cuore ha ripreso a battere e io ho cominciato a correre verso di lei, più veloce di come mi ricordavo di avere mai corso prima.

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