domenica 23 agosto 2009

da Parole di giorni lontani - Tullio de Mauro

Ciaramelle e manconelle

Dante si mescolava ad altre meno remote menzioni letterarie, esplicite o no. Il primo Natale di cui serbi memoria è legato al suono delle zampogne.
Sono tornate le ciaramelle, recitava mia madre. E poi, tornando al suo Dante, mi raccontava del padre Ernesto, prefetto in pensione, che aveva preso in giro non so quale signora pretenziosa spiegandole che Dante parla d'uno straordinario strumento musicale, simile alla ciaramella, la manconella, e la prova è nei versi famosi:

Diverse lingue, orribili favelle,
parole di dolore, accenti d'ira,
voci alte e fioche e suon di mano con elle
facevano un tumulto il qual s'aggira
sempre, in quell'aria senza tempo tinta ecc.

"Ma, attento, man con elle vuole dire le mani tra loro e le manconelle non esistono!". Ridevo e mi rassicuravo dal pensiero oscuro di quel sempre, in quell'aria senza tempo tinta.


da Parole di giorni lontani - di Tullio de Mauro - pag. 33 ed. Il Mulino Intersezioni

Nessun commento:

Posta un commento