domenica 19 luglio 2009

Lettere di Mazzini a Giuditta Sidoli





"...Tu sei il mio angelo, il mio angelo adorato. Che posso dirti di più? Prendi questa parola com'io la prendo; come l'hanno presa i primi esseri che hanno creduto agli angeli; come se nessuno l'avesse pronunciata mai questa parola, prima di me; come se io stesso la pronunciassi qui, per la prima volta.
...Io sono tuo per sempre, io non vivrò che per te: il mio cuore non batterà che per te; e quando esso batterà per la mia patria, sarà ancora per te, poiché in essa - sopra tutta la sua vasta superficie io non amo e non amerò che te..."

"Giuditta, la mia Giuditta - che io possa dirti una volta nella mia lingua, nella tua lingua che mi sei cara, che ti amo disperatamente, che ti amo ogni giorno di più, che né tempo né altro farà mai che io t'ami meno, che pensoa te sempre, sempre, che sogno di te - che vivo per te - che ti ricordo come un prigioniero in patria, e la libertà, che da te sola mi vien gioia, e dolore; - che t'ho amata, e ti amo come né posso dirti, né tu, perdonami, puoi intendere, né forse è bene che tu intenda. - Cara tanto, Angiolo mio, di' m'ami tu ancora? - potresti dirmelo ancora con vera gioia? un mio bacio ti farebbe piacere, e tu dandomi un bacio, un lungo bacio vedresti sfumar tutto, tutto dimenticheresti, tutto fuorché il nostro bacio?".

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