domenica 12 luglio 2009

Giovanni Paolo II - Quel grido che ogni credente dovrebbe ascoltare



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"Sin dall'inizio della sua attività messianica, parlando nella sinagoga di Nazaret, Gesù disse: "Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione, e mi ha madato per annuziare ai poveri un lieto massaggio". (Lc, 4,18). Riteneva i poveri i più privilegiati eredi del regno. Ciò significa che soltanto i 'poveri in spirito' sono in grado di ricevere il Regno di Dio con tutto il cuore. Povero in spirito è colui che è disposto a usare con generosità la propria ricchezza a favore di chi è nel bisogno. In tal caso si vede che non è attaccato a quelle ricchezze. Si vede che comprende bene l'essenziale finalità di esse. I beni materiali infatti sono per servire gli altri, specialmente chi si trova nella necessità. La Chiesa ammette la proprietà personale di questi beni, se vengono usati a questo fine. 'Beati i poveri in spirito' è il grido di Cristo che oggi dovrebbe ascoltare ogni cristiano, ogni uomo credente. C'è tanto bisogno di uomini poveri in spirito, cioè aperti ad accogliere la verità e la grazia, aperti alle grandi cose di Dio; di uomini dal cuore grande che non si lasciano incantare dallo splendore delle ricchezze di questo mondo e non permettono che esse abbiano il dominio sui loro cuori. 'Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!'. (At 3,6): con queste parole gli apostoli Pietro e Giovanni rispondono alla richiesta dello storpio.Gli donarono il sommo bene che avrebbe potuto desiderare.Poveri, trasmisero al povero la più grande ricchezza: nel nome di Cristo gli restituirono la salute. Mediante ciò confesserano la verità che attraverso le generaziono è la parte dei confessori di Cristo. Ecco i poveri in spirito: senza possedere né argento né oro, grazie a Cristo hanno un potere maggiore di quello che possono dare tutte le ricchezze del mondo. "
Giovanni Paolo II.

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