domenica 14 giugno 2009

Susanna Tamaro

Mi sono alzato molto presto, mi sono vestito in silenzio come un gatto. Il treno partiva poco prima delle sette. Mio padre russava ancora rumorosamente,la tavola per la colazione era già preparata. Accanto al mio posto, c'era un pacchetto oblungo con la carta rossa e un fiocco darato. Sotto la tazza, un biglietto.
L'ho preso e l'ho aperto. Dentro c'era scritto: 'Sei diventato grande!' e sotto, con la sua grafia chiara da maestra elementare, 'la tua mamma'.
Ho soppesato il pacchetto, dentro non poteva esserci altro che un orologio. Non l'ho preso. Sul retro della busta, con un mozzicone di matita, ho scritto in stampatello: 'Non voglio più il vostro tempo, voglio il mio.Non preoccuparti'.
Sono uscito con una borsa leggera, per non far umore ho lasciato la porta socchiusa. Appena in strada ho sentito una fitta allo sterno.

Susanna Tamaro, Anima mundi

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