lunedì 11 maggio 2009

da www.mostramonet.it - MONET - Il tempo delle ninfee



MONET


IL TEMPO DELLE NINFEE

Milano, Palazzo Reale
30 aprile –27 settembre 2009

Una grande mostra promossa dal Comune di Milano – Cultura a Palazzo Reale.

Le grandi Ninfee, i capolavori dell’arte di Claude Monet, arrivano per la prima volta a Milano
Grazie al più grande prestito mai concesso all’estero dal Museo Marmottan Monet,
la mostra si sviluppa intorno a 20 grandi e grandissime tele che il padre
dell’impressionismo ha dedicato allo studio delle ninfee nel suo giardino giapponese di Giverny.
Nel 1890 Claude Monet, il padre dell’impressionismo, acquista la casa e il giardino di Giverny, lungo la Senna,
a nord di Parigi. Fino ad allora egli aveva sempre condotto un’esistenza da nomade, alla ricerca dei mutamenti
della luce, dalla Normandia all’Italia, dall’Inghilterra alla Norvegia.
Quando acquista la casa di Giverny, Monet è a metà della sua vita.
In questa casa vivrà il resto della sua lunga vita, cercando senza sosta di realizzare quella che considera ormai
la fonte di ispirazione più importante per la sua arte: il suo giardino. Accanto al giardino francese, con i fiori
che ha piantato in un primo tempo, egli costruirà il suo giardino giapponese: qui, in uno stagno circondato da
salici, fioriranno le più diverse specie di ninfee.
Proprio a questi trent’anni della sua vita, al ‘tempo delle ninfee’, è interamente dedicata la mostra allestita
nelle sale nobili di Palazzo Reale a Milano.
Il cuore del percorso espositivo è costituito da 20 capolavori di Monet, mai usciti in questa quantità e qualità
dal Museo Marmottan: venti grandi tele che Monet ha dipinto tra il 1887 e il 1923 e che ci restituiscono il
percorso che lo ha portato a cercare di trasferire, dal suo giardino alla sua arte, i salici piangenti, le ninfee, i
ponti giapponesi, le rose e gli iris che lo popolano.
Il giardino di Giverny, attualmente il più visitato al mondo, è presente in mostra anche attraverso una ricca
documentazione fotografica dell’epoca.
Realizzate nei primi due decenni del secolo, mentre si affermavano il Cubismo e le avanguardie, le ninfee di
Monet sono l’atto potente di un genio artistico che va oltre il proprio tempo e che dalla lontana invenzione
della pittura en plein air oltrepassa tutta la cultura successiva superando di un sol colpo la pittura da cavalletto
per addentrarsi in nuovi paesaggi astratti che insegneranno a tutto il Novecento un nuovo modo di vedere
la natura. Le ninfee sono infatti il punto di arrivo di un’utopia progettata e realizzata nell’ultima stagione
della vita, di un’idea totalizzante di rifondazione della pittura che, partendo dai colori vivi e dai paesaggi
senza orizzonte delle stampe giapponesi, si porrà come uno dei grandi contributi alla pittura moderna, non
inferiore, come affermerà Picasso nel 1944, alla linea tracciata da Cézanne e dal Cubismo. L’arte giapponese
ha avuto un ruolo determinante nella vita e nella ricerca artistica di Monet: a testimonianza di ciò sono
esposte in mostra, a rotazione per ragioni conservative, 52 stampe di Hokusai e Hiroshige, provenienti dal
Museo Guimet di Parigi.
Monet non è il solo pittore ad essere influenzato dalle produzioni giapponesi che ormai circolavano in
Europa, ma è sicuramente tra loro il maggiore collezionista con 276 stampe nella tradizione ukiyo-e. Il suo
maggiore interesse è la lettura del paesaggio e della natura attraverso un loro frammento e la serialità delle
vedute, in particolare quelle del Monte Fuji e dei fiori di Hokusai, così come quelle delle acque e dei ponti di
Hiroshige.
Il confronto tra l’idea di paesaggio nell’arte giapponese e le opere del Maestro è infine completato
dall’esposizione di una serie di preziose fotografie dell’Ottocento, dipinte a mano, di giardini giapponesi.
La mostra, promossa dal Comune di Milano – Cultura sotto l’alto patronato del Presidente della
Repubblica e con il patrocinio del Ministero degli Esteri, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del
Consolato Generale del Giappone a Milano, ha il privilegio di promuovere un’ inedita collaborazione tra due
grandi istituzioni francesi come il Museo Marmottan Monet, che fu creato alla morte del Maestro da eredi
e amici e custodisce la più vasta e importante collezione al mondo della sua opera, e il Museo Guimet, il più
grande museo d’arte orientale in Europa.
Ideata e curata da Claudia Zevi & Partners, l’iniziativa si avvale di importanti contributi, da quello di
Michel Draguet che ha studiato a lungo la trasformazione della pittura di Monet negli anni in cui si dedica alla
costruzione del suo giardino, a quello di Marco Fagioli, uno dei maggiori esperti del “giapponismo” nelle arti
figurative europee alla fine dell’Ottocento e massimo conoscitore della fotografia giapponese della seconda
metà del XIX secolo, di cui la mostra presenterà diversi e rari esempi, a quello di Hélène Bayou, direttrice del
dipartimento giapponese del Museo Guimet.
L’evento è prodotto da Palazzo Reale con Civita, 24 ORE Motta Cultura e Giunti Arte mostre musei, in
collaborazione con Edison. Il vasto catalogo, pubblicato da Giunti Arte è curato da Claudia Beltramo
Ceppi con testi di Jacques Taddei, Hélène Bayou, Michel Draguet, Marco Fagioli e Delfina Rattazzi.
monet
IL TEMPO DELLE NINFEE
Milano, Palazzo Reale (Piazza Duomo, 12)
30 aprile – 27 settembre 2009
Orari
da martedì a domenica, dalle 9.30 alle 19.30
lunedì, dalle 14.30 alle 19.30
giovedì, dalle 9.30 alle 22.30
la biglietteria chiude un’ora prima

da http://www.mostramonet.it/

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