giovedì 14 maggio 2009

14-05-2009 Cammino di maggio

Giovedì - 14 maggio 2009 – At 1,15-17.20-26; Sal 112 – Il Signore mi ha scelto tra i poveri
 Gv 15,9-17
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici.
Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri".


Medita
Con Gesù si è riversata nel mondo la carità trinitaria: l'amore eterno che il Padre ha per il suo Santo Figlio lo ha generato anche come uomo e ha impregnato la sua esistenza umana, a mano a mano che essa si evolveva nell'obbedienza: "Io osservo i comandamenti del Padre mio, e rimango nel suo amore".
A ogni obbedienza del Figlio la carità del Padre impregna maggiormente il mondo, tanto più che il contenuto dell'obbedienza che gli è chiesta è esattamente questo: coinvolgerci come figli, nel suo stesso amore di Figlio. È qualcosa che è accaduto prima di noi e attorno a noi, qualcosa per cui siamo stati "scelti": come un mare onniavvolgente nel quale dobbiamo restare immersi. E l'amore che dobbiamo al nostro prossimo non è un comandamento faticoso che ci raggiunga dall'esterno, ma è il rispetto della santa "prossimità" di Dio: è il Figlio di Dio che si è fatto nostro prossimo umano, ed è da lui che ogni altro fratello trae la esigente prossimità che merita il nostro amore.

Prega
Padre che sei nei cieli, il tuo Santo Figlio Gesù ci ha assicurato che tu ci concederai tutto quanto ti chiederemo. Ci ha posto una sola condizione: quella di restare nel tuo amore. Così noi comprendiamo che abbiamo da chiederti una sola cosa veramente necessaria: fa' che nulla ci separi dal tuo amore.
Concedici di saper restare nello spazio misericordioso della tua carità, e dacci ogni altra cosa utile a rafforzare il nostro amore.


Riflessione su Maria
La Famiglia di Nazaret è costretta a fuggire in Egitto dalla malvagità di Erode che cerca di uccidere il bambino Gesù. Un dubbio accompagnava la dura vita quotidiana di Maria: il Signore onnisciente e onnipotente era o no in grado di difendere suo Figlio dalla ferocia di un piccolo tiranno di provincia? Maria, giorno dopo giorno, anche in terra straniera non trascina stentatamente il suo fardello ma lo porta con dignità e fortezza, poiché la fede che ha posto in Dio è superiore a ogni dubbio e difficoltà. Questa esperienza dell’esilio sarà provvidenziale anche per noi, figli di Maria di ogni tempo, luogo e condizione. Come Gesù, anche noi siamo pellegrini sulla terra e in cammino verso la patria celeste. Cristo, prima di morire ha affidato agli uomini Maria, come Madre e sostegno nel pellegrinaggio terreno; è provvidenziale che Lei pure abbia sperimentato la durezza di percorrere una terra difficile e provvisoria. Nel corso della vita, mentre sei pellegrino per le strade del mondo, attingi luce e forza da Maria. Pregala, affinché nella patria del paradiso, ti mostri Gesù.

da Cammino di maggio - www.qumran.net

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