domenica 19 aprile 2009

Articolo da 'Atletica week' - il settimanale italiano dell'atletica Lunedì 06 aprile 2009 - anno 2° - n. 10




L'Editoriale
di Cesare Monetti

Rimangono le briciole

Reduce da un'intensa mattinata e dal consueto bagno di folla dei 50.000 della Stramilano, mi arrivano le notizie dei risultati delle maratone di Parigi, di Rotterdam e della mezza di Berlino. Impressionanti. Per diversi motivi. Non è solo il puro risultato cronometrico dei tre vincitori a dettare scalpore, bensì il numero totale degli atleti che si sono avvicinati a simili prestazioni cronometriche. Un esercito di keniani. A Rotterdam si è sfiorato il record del mondo, terzo tempo di sempre sulla maratona e, dietro al vincitore, attaccato 'francobollato' come direbbe Guido Meda per il Motogp, un altro keniano. In due a 2h04'27", dove il solo Gebre c'era riuscito nel 2007. Nella classifica, salvo un etiope, i primi dieci tutti keniani. A Parigi con 37mila partenti si è corso in 2h05'47", sembra lento in confronto, si rifletta però sul fatto che in cinque sono scesi sotto le 2h07', ed in undici sotto le 2h09'. Non è finita, alla mezza di Berlino in quattro hanno tagliato il traguardo sotto il muro dei 60'. A conti fatti almeno una ventina di atleti di livello assoluto, capaci di correre sui ritmi da record del mondo, capaci di battere chiunque in qualsiasi gara di livello leggermente inferiore. Qualsiasi maratona, una delle tante che si svolgono nel mondo ogni domenica. Impossibile per qualsiasi europeo, americano o altra nazionalità. Oltre 500 keniani valgono almeno le 2h20' sulla maratona, un intero popolo padrone delle corse su strada di tutto il mondo. Su ritmi leggermente inferiori anche ieri alla Stramilano gli atleti di colore hanno occupato il podio, prendendosi anche la 'medaglia di legno'. Hanno resistito solo un buon Daniele Meucci che ha nel mirino i 10000 in pista e Ruggero Pertile. Inutile lamentarsi che non c'è un altro Baldini, la speranza è che Meucci possa essere il nostro futuro, ma davanti alla marea keniana, ben poco si potrà raccogliere.
Rimangono le briciole.

da Atletica week - il settimanale italiano dell'atletica - Lunedì 06 aprile 2009 - anno 2° - N. 10
http://www.atleticaweek.it/

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