lunedì 2 marzo 2009

Federica Bosco

Seduta a un tavolo del bar mi sento come se stessi guardando me stessa attraverso un vetro.
Vedo una giovane donna che ha corso per più di trent'anni dietro a qualcosa di irraggiungibile che, per qualche attimo, ha creduto di afferrare: qualcosa di indispensabile come l'amore, fragile come l'equilibrio, unica come il sentirsi amati.
Ma tutto è durato solo pochi momenti, poi sono ritornata al punto di partenza e le mie energie adesso stanno cominciando ad esaurirsi, sono stanca di correre a vuoto.
Non ho più voglia di mendicare amore, di cercare di essere all'altezza, di fare del mio meglio per essere la brava bambina che fa sempre i compiti, tanto alla fine non interessa a nessuno.
Sono sempre punto e a capo.
Da sola.


Federica Bosco, L'amore mi perseguita

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