giovedì 19 marzo 2009

19-03-2009 La parola ogni giorno





"Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?»". (Lc 2,46-49)

Giuseppe è angosciato ma Maria prende la parola, inusuale per la cultura del tempo. Entrambi sono stupiti dal loro figlio fra i dottori del Tempio, mentre qualunque genitore ne sarebbe soddisfatto e orgoglioso. Come reagirebbe però a sentirsi dire in pubblico, da padre, che il figlio deve occuparsi delle cose del Padre suo? Si palesa così la misura della fede di Giuseppe: tutto rivolto al Padre, in cui riconosce il Figlio. Altrimenti una qualche reazione di disappunto l’avrebbe pur avuta! Deve essere stato questo il basso continuo della sua vita: rapportarsi sempre e comunque, in ogni circostanza quotidiana banale e normalissima, con un Figlio che sorprendeva e non sorprendeva più, che era straordinario ma sembrava quanto mai feriale.

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