domenica 8 febbraio 2009

Tommaso Campanella

Devi aver inteso come commune a tutti è l'arte militare, l'agricoltura, la pastorale; ch'ognuno è obligato a saperle, e queste son le più nobili tra loro; ma chi più arti sa, più nobile è, e nell'esercitarla quello è posto, che più è atto. L'arti fatigose e utili son di più laude, come il ferraro, il fabricatore; e non si schifa nullo a pigliarle, tanto più che nella natività loro si vede l'inclinazione, e tra loro, per lo compartimento delle fatiche, nullo viene a partecipar fatica destruttiva dell'individuo, ma solo conservativa. L'arti che sono di manco fatica son delle femine. Le speculative son di tutti, e chi più è eccellente si fa lettore; e questo è più onorato che nelle meccaniche, e si fa sacerdote. Saper natare è a tutti necessario, e ci sono a posta le piscine fuor, nelle fosse della città, e dentro vi son le fontane.

Tommaso Campanella, La città del sole

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