domenica 22 febbraio 2009

Paulo Coelho

La sera stava calando rapidamente, e i presenti continuavano a bere. Non appena l'oscurità minacciò di stendere la propria coltre sull'intera radura, alcuni uomini accesero un falò - senza attenersi ad alcun rituale specifico. Anche in passato, era così, prima di assumere il significato di potente elemento magico, il falò costituiva semplicemente una fonte luminosa. Una luce intorno alla quale si riunivano le donne per parlare dei loro uomini, delle loro esperienze magiche, degli incontri con i Succubi e gli Incubi, i temibili dèmoni sessuali dell'età medievale. Anche in altre epoche tutto ciò aveva il significato di una festa: un'immensa festa popolare, la celebrazione gioiosa della primavera e della speranz, in un'età nella quale essere felicii e giocondi voleva dire sfidare la legge, perché a nessuno era permesso di divertirsi in un mondo creato solo per tentare i deboli. Rinchiusi nei loro cupi manieri, i signori della Terra guardavano i falò nelle foreste e si sentivano defraudati: quei villici si piccavano di voler conoscere la felicità - e chi sperimenta la contentezza non riesce più a vivere senza ribellarsi all'afflizione. Se quei contadini avessero cercato di essere felici per tutto l'anno, l'intero sistema politico e religioso sarebbe stato in pericolo.

Paulo Coelho , Brida

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