domenica 1 febbraio 2009

Linda Olsson

'Poi, finalmente, la promessa della primavera. Dal portico Veronika guardava in su, nel cielo, una tela blu senza fine attraversata da un volo di uccelli migratori simile a una delicata calligrafia nera in movimento. All'alba il mattino non aveva mostrato segni di cambiamento e lei aveva accorcaito la sua passeggiata quotidiana. Ora, col sole in faccia, decise di andare giù al fiume. Scese la collina con passo rilassato, attraversò la strada e proseguì per il tratto di bosco. All'ombra degli abeti c'erano ancora mucchi di neve granulosa, ma giù al fiume il ghiaccio si stava rompendo, con lastroni che galleggiavano sulla superficie nera. La piena primaverile doveva anocra arrivare: sulle montagnaìe non aveva ancora avuto inizio il disgelo. Veronika tenne il viso rivolto in alto, verso il sole, e quando rientrò si sedette per un po' sui gradini davanti a casa. Le pietre erano calde sotto il suo sedere. Prese il quaderno dallo zainetto che aveva accanto a sé e cominciò a scrivere. Quando posò la penna, fu sorpresa di vedere che il giorno si stava dolcemente ritirando, i raggi obliqui del sole filtravano dalle cime degli alberi dall'altra parte della strada. Chiuse il libro, alzò il volto verso gli ultimi raggi di luce e inspirò lentamente.
E si accorse di quanto tempo era passato dall'ultima volta che aveva riempito a fondo i polmoni.

Linda Olsson, Astrid e Veronika

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