venerdì 27 febbraio 2009

Goya - appunti scuola Marta 2007-2008

I capricci

I Caprichos sono 80 acquetinte create dal pittore spagnolo Francisco Goya durante gli anni 90 del XVIII secolo.
Le stampe furono un esperimento artistico del pittore: uno mezzo per condannare la follia universale e la stoltezza della società spagnola in cui viveva. Le critiche sono ad ampio raggio e acide; Goya si scaglia contro la superstizione, l'ignoranza e l'incapacità dei membri della classe dominante e - soprattutto - contro il declino della ragione.
L'opera è un illuminato e critico tour-de-force visivo della Spagna del XVIII secolo e dell'umanità in genere. Lo stile informale, così come la rappresentazione della società contemporanea dei Caprichos, rendono Goya un precursore del Romanticismo.
I Caprichos furono preclusi alla vendita fino al loro rilascio programmato nel 1799. Solo grazie a un ordine formale del re Carlo IV di Spagna, Goya fu risparmiato dall'Inquisizione spagnola.
Sono disegni che Goya fa sulle guerre della Spagna contemporanea, attraverso queste esprime il suo giudizio.








Elemento della superstizione, le figure sono lugubri.
Il sonno della ragione genera mostri (El sueño de la razón produce monstruos) è un'acquaforte e acquatinta realizzata nel 1797 dal pittore spagnolo Francisco Goya e facente parte - è il foglio n° 43 - di una serie di 80 incisioni ad acquaforte chiamata Los caprichos pubblicata nel 1799.
Los caprichos sono le prime opere di Goya non realizzate su commissione e ritraggono - in chiave allegorica, umoristica e satirica - vizi e miserie umane, ma anche soggetti fantastici o grotteschi che prevalgono nella seconda metà della serie. Il contenuto fortemente critico nei confronti della morale dell'epoca indusse l'artista a ritirare I capricci poco dopo la pubblicazione per timore di un intervento da parte dell'Inquisizione spagnola.


La scena del sonno della ragione rappresenta un uomo addormentato (probabilmente Goya stesso) mentre prendono forma, attorno a lui, sinistri uccelli notturni, inquietanti volti ghignanti e diabolici felini che, come suggerisce il titolo, sono il parto della sua mente.
Esistono tre manoscritti contemporanei che spiegano il soggetto dell'opera. Uno di questi, conservato al Museo del Prado è ritenuto autografo di Goya ed esprime un parere moralizzante sul ruolo dell'arte, mentre gli altri due suggeriscono un'interpretazione più scabrosa per l'epoca dell'artista.

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