mercoledì 18 febbraio 2009

DICHIARAZIONE DI ALBERICO DI CECCO IN RISPOSTA ALLA RICHIESTA DI CONDANNA AVANZATA DALLA PROCURA ANTIDOPING DEL C.O.N.I.


foto da www.giovannicertoma.it


DICHIARAZIONE DI ALBERICO DI CECCO IN RISPOSTA ALLA RICHIESTA DI CONDANNA AVANZATA DALLA PROCURA ANTIDOPING DEL C.O.N.I.

Quanto affermato sotto non mira a ledere la dignità di alcuno, né a distorcere la realtà, bensì a fare una completa e corretta informazione.

Il fatto che giornalisti accreditati ed esperti mi chiedano parere sulla "sentenza" del Coni mi fa pensare che ci sia bisogno di chiarezza. La Procura Antidoping non definisce infatti sentenze, bensì ne avanza richiesta all’organo competente che, in questo caso, é il TNA. Che poi questa sensazione costituisca un triste presagio lo deduco dal fatto che, nonostante io abbia lavorato sodo assieme al mio Avvocato Lina Musumarra ed esperti ematologi per cercare di fornire prove oggettive della mia innocenza, evidenziando anche strane divergenze riguardanti i campioni di urine, la richiesta della Procura di venerdì scorso sia stata di due anni di squalifica. Questo a fronte di una richiesta, lo ripeto, motivata e documentata di assoluzione.
E’ un po’ come per le controanalisi: non tutti lo sanno e di rado si specifica che consiste nel ripetere le stesse analisi sugli stessi campioni prelevati lo stesso giorno della gara e conservate nello stesso laboratorio che aveva effettuato le analisi. Mi auguro che il TNA, organo super partes, sappia valutare le due richieste (squalifica per la Procura ed assoluzione per me) ed arrivare ad una giusta sentenza. Vale la pena sottolineare che anche quello potrebbe essere un verdetto definitivo perché suscettibile di ricorso al TAS di Losanna. Non di rado i due gradi di Giustizia Sportiva hanno portato a verdetti opposti, ma spero che in questo caso si possa risolvere al più presto.
di
Alberico Di Cecco

fonte: http://www.trackandfieldchannel.net/


da http://www.giovannicertoma.it/

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