domenica 18 gennaio 2009

William Shakespeare

38
Potrà mancar soggetto alla mia Musa
finchè respiro tu, che infondi al verso
il tuo dolce argomento, troppo in su
perché a carte volgari si conceda?
A te dà grazie, se alcunché di mio
ti sta di fronte degno che si legga:
e chi su te mai non saprebbe scrivere
se l'nvenzione illumini tu stesso?
Sii la decima Musa, più sublime
di quelle antiche nove oggi invocate,
e in chi s'ispira a te nascano ritmi
esterni, a vivere in tempi lontani.
Se quest'età ipercritica m'approva
mia è la fatica, solo tua la lode.

William Shakespeare, Sonetti

Nessun commento:

Posta un commento