venerdì 23 gennaio 2009

Shelley

'Quelli che affliggono devono soffrire, perché l'opera del loro cuore, e in ciò consiste l'opera del loro cuore, e in ciò consiste il nostro castigo o ricompensa - Figlia!
Vorrei che il tuo potesse essere più lieve, per il bene d'entrambi noi sventurati... il tuo di più, che senti già tutto quello che hai perso, senza la forza di volerlo ancora tuo; e mentre lenti gli anni passano, un funebre corteo, ognuno con lo spettro d'una speranza o d'un amico perso che lo segue come la sua ombra, non volgerai nessun pensiero al mio ricordo morto?'

Shelley, Poemetti veneziani

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