sabato 10 gennaio 2009

Quella strana sensazione d'esistere Un uomo, il suo mondo: Chianalea di Scilla di Vincenzo Calafiore



Quinto Malatesta:
Il mare mi racconta quello che gli uomini gli fanno. A volte sento i suoi lamenti portati dal vento, quando si incanala tra le case del villaggio; li sento risalire sulle ali del vento, il fianco del monte, fino a raggiungere ululando la cima. La gente ha paura, trema, sentendolo. E' un lamento che porta con sé tristezza e paura. A volte, quando è proprio cattivo, sormonta il piccolo braccio di scogli e si prende le barche per scaraventarle su di essi, così pure le reti, se le porta giù nei fondali bui. Tra me e il mare c'è un rapporto di reciproco rispetto; io mi siedo e ascolto i suoi racconti.
Gli uomini queste cose non le capiscono, perché non sono più capaci di ascoltare. Lui mi dice che loro continuano a ferirlo con la violenza che conoscono. Io gli rispondo che loro sono convinti di averlo già domato e che possono fare qualsiasi cosa. Ma non sanno che quello che hanno provato è solo una piccola parte. Queste cose poi le racconto per strada a chi si ferma a parlare con me; gli dico anche, che il mare bisogna rispettarlo, perché è da lui che tutto nasce: loro ridono di me, ma non importa......

Con la mia vita ci gioco, così pure coi ricordi. Essi a volte vengono a trovarmi e quando mi abbandonano si portano via un pò della mia anima, lasciandomi solo la tristezza del vivere; così succede al mare: quando si alza il vento, diventa brutto perché non riesco a distinguere i suoi colori.
Ai giovani che incontro sulla mia strada, o che scorazzano su e giù per il rione, dico che la vita non è come se la immaginano, ma che è l'esatto contrario e che non bisogna recare offesa a nessun essere della natura, uomini compresi....

E' vero che trascorro la maggior parte del mio tempo in riva al mare, e che conosco meglio i gabbiani che gli uomini, che per vivere mi bastano i beni che ho e la pensione d'invalido di guerra. Avrei voluto motivare quelle mie stravaganze, spiegare che sia il mare e i gabbiani non hanno mai tradito la mia fiducia.
Però, questa opportunità non c'è mai stata e sono rimasto triste e deluso per tantissimi anni; ho paragonato la mia vita ad un tramonto senza poeti e l'ho vista inutile.Col tempo andava sempre più lontana la mia fantasia che mi faceva sognare ad occhi aperti terre lontane; in realtà io non ho voluto mai andare da nessuna parte. Sono rimasto qui, in questo mio mondo meraviglioso, intrappolato nella sua bellezza mutevole, e da quello scoglio sul quale da sempre mi sono seduto. Lasciandomi sedurre dai verdi e dai blu o da quella strana mescolanza di colori, uno più bello degli altri.
A volte mi pare che non ci sia più il cielo né il mare, tanto si uniscono che mi sembra ci sia un mondo unico, li differenziano il volo dei gabbiani e il moto delle onde; la mia felicità è di appartenere a quel mondo e non di possederlo....

da Quella strana sensazione d'esistere Un uomo, il suo mondo: Chianalea di Scilla di Vincenzo Calafiore - Laruffa Editore

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