martedì 6 gennaio 2009

La donna persiana - Enciclopedia della donna


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L'abbigliamento della donna persiana non era molto diverso da quello dell'uomo: come lui, ella indossava un paio di lunghe braghe ricoperte fino al ginocchio da una bianca camicia di lino; sopra di questa poneva due tuniche, una delle quali con maniche lunghe che nascondevano quali le mani e una cintura che la cingeva alla vita o sotto il seno. L'unica differnza consisteva nell'acconciatura; mentre l'uomo copriva il capo con un turbante, la donna avvolgeva sulla testa un velo che talora era sostenuto da una fascia multicolore e che scendeva sulle spalle e, qualche volta, sul viso. In un primo tempo infatti il viso velato era una civetteria e solo più tardi divenne obbligatorio e si ritenne indecente mostrarsi in pubblico col viso scoperto.

Le guance arrossate
La donna persiana non curava molto la pettinatura, e a ragione; l'assoluta mancanza di ogni ornamento contribuiva a mettere in maggior risalto i suoi splendidi capelli corvini, che scendevano lisci o intrecciati giù per le spalle.
Invece molto si preoccupava della bellezza del viso; le donne del popolo raccoglievano la radice della 'Iris tuberosa', la tritavano, la scioglievano in acqua per ridurla in poltiglia e poi la strofinavano sulle guance. Risultato: un vivo bruciore, sopportato eroicamente perché produceva un piacevole arrossamento che non si eliminava neanche lavandosi, si manteneva inalterato per giorni e giorni e, oltre tutto, non costava nulla.

Una splendida creatura
La ricca dama persiana aveva al suo servizio, solo per il trucco, uno stuolo di 'adornatori' che i Greci chiamavano 'kosmetai'. Questi espertissimi nell'arte della cosmesi usavano una speciale crema di loro invenzione per dare al viso il colorito voluto. Sulle palpebre gli occhi mettevano una sostanza colorante, nera o verde. Alla fine dell'operazione la donna persiana si cospargeva interamente di profumo. La toeletta complicatissima, elaborata fino all'inverosimile, durava ore intere ma, alla fine, la donna usciva dalle abili mani dei kosmetai trasformata in una splendida, delicata creatura; un vero e proprio sogno da 'Mille e una notte'.

da Encicopledia della donna - ed. Fratelli Fabbri Editori 1963

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