domenica 4 gennaio 2009

Arthur Golden

Quando vivevo a Yoroido, nelle fredde giornate di primavera ero solita andare a nuotare e poi mi sdraiavo sulle rocce accanto allo stagno ad asciugarmi al calore del sole. Se i raggi sparivano all'improvviso dietro una nuvola, come accadeva spesso, l'aria fredda sembrava attanagliarmi la pelle come un lenzuolo di metallo. Nel momento in cui venni a conoscenza della cattiva sorte toccata al Generale, restai immobile nell'ingresso dell'okiya, in preda alla stessa sensazione. Era come se il sole fosse svanito, probabilmente per sempre, e io fossi condannata a rimanere bagnata e nuda nell'aria gelida.

Arthur Golden, Memorie di una geisha

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