domenica 14 dicembre 2008

Vincent Van Gogh - Encicolpedia della donna 1963


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"Un artista è sempre un fallito" ha affermato il grande scrittore americano William Faulkner poco prima di morire. E con questa 'scandalosa' dichiarazione voleva esprimere una verità second lui indiscutibile: proprio il grado del fallimento ci dà la 'misura' per giudicare un artista, sia esso poeta, pittore o musicista.
Non discutiamo qui la veridicità di questa affermazione : ci limitiamo ad ammettere che l'olandese Vincent Willem van Gogh è l'esempio più suggestivo di tale teoria.
Infatti la sua vita non fu che una continua e clamorosa successione di fallimenti, che lo bruciarono anzi tempo nel corpo e nello spirito. Il suo geni non fu riconosciuto e ammirto che dopo la tragica morte, avvenuta nel 1890, quando il pittore aveva 37 anni. Ma anche allora il cammino dell'arte di van Gogh non fu né agevoleve né lineare. Occorsero anni e anni perché la gento lo capisse e accettasse il suo modo di dipingere così fuori dalle 'regole', così personale, così 'allucinato'.
In realtà, van Gogh chiedeva alla pittura una cosa impossibile: svelare il mistero che c'è dietro l'apparenza delle cose, dire attraverso i colori la furia delle nostre passioni, 'fissare' il dolore del mondo.
Di lui, come del suo connazionale e predecessore Rembrandt, si può dire che quando si poneva davanti allo specchio per dipingere il proprio autoritratto, lo faceva con rabbia, con disperazione, perché cercava di individuare nell'unità delle forme del volto nientemeno che la parte di Dio e la parte dell'uomo: una cosa semplicemente irraggiungibile.

da Enciclopedia della donna 1963 - Fratelli Fabbri Editori

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