mercoledì 3 dicembre 2008

Percy Bysshe Shelley

Padova, tu nelle cui mura
quegli ospiti alle feste taciturni,
Morte e Peccato, Figlia e Padre,
ai dadi si giocarono Ezzelino,
finché Morte gridò: 'Vinco, vinco!'
e bestemmiò Peccato avendo perso,
ma Morte gli promise, per calmarlo,
di presentare petizione
che fosse fatto Vice-Imperatore,
al termine degli anni destinati,
su tutto il territori fra il Po
e le nevi dell'Alpe orientale,
sotto il potente Austriaco.
Peccato sorrise il suo sorriso,
e da quel giorno, aihmè, molto da prima,
ha governato da una costa all'altra,
quell'incestuosa coppia, sempre dietro
ai tiranni come il sole alla rondine,
come il Rimorso segue il Crimine,
e come i mutamenti il Tempo.

Percy Bysshe Shelley, Poemetti veneziani

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