mercoledì 3 dicembre 2008

Percy Bysshe Shelley

Nelle tue sale, Padova, la lampada
dell'istruzione ora non arde più;
come meteora, il cui selvatico tragitto
è perduto sulla fossa del giorno,
brilla tradita e traditrice:
un tempo le nazioni più remote
venivano a adorare quella sacra fiamma,
quando accendeva pochi focolari
su questa terra fredda e tetra:
adesso nuovi fuochi dall'antica luce
sotto il vigore del vasto mondo sgorgano;
ma la scintilla loro giace morta in te,
calpestata dalla tirannia.
Come il boscaiolo norvegese, nel profondo
di valli fitte di pinete, spegne
una fiammella nella macchia,
e intanto la foresta sconfinata trema,
e i tronchi immani sono infranti
da fuoco nato così in basso: morta
sotto il suo piede la scintilla, lui
vede le fiamme che essa ha alimentato
urlanti nel cielo oscurato
con mille lingue viittoriosamente,
e cade pieno di paura: così tu,
oh tirannia, vedi ora
luce attorno a te, e senti alzarsi
le fiamme crepitanti, e hai paura:
striscia per terra; sì, nascondi
l'orgoglio tuo purpureo nella polvere!

Percy Bysshe Shelley, Poemetti veneziani

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