mercoledì 3 dicembre 2008

Notturno di Clemente Rebora


Il sangue ferve per Gesù che affuoca.
Bruciami! dico: e la parola è vuota.
Salvami tutto Crocifisso (grido)
insanguinato di Te! Ma chiodo al muro,
in fisiche miserie io son confitto.
La grazia di patir, morire oscuro,
polverizzato nell'amore di Cristo:
far da concime sotto la sua Vigna.
pavimento sul qual si passa, e scorda,
pedaliera premuta onde profonda
sal la voce dell'organo nel tempio -
e risultare infine inutil servo:
questo, Gesù, da me volesti: e vano
promisi, se poi le anime allontano.
Bello è l'offrir, quale il fiorire al fiore;
ma dal sognato vien diverso il fatto.
Padre, Padre che ancor quaggiù mi tieni,
fà che in me l'Ecce non si perda o scemi!
A non poter morire intanto muoio.
Il sangue brucia: Gesù mette fuoco:
se non giunge all'ardor, solo è bruciore.
Maria invoco, che del Fuoco è Fiamma;
pietosa in volto, sembra dica feram:
- Penitenza, figliolo, penitenza:
prega in preghiera che non veda effetto:
offriti sempre, anche se invan l'offerta:
e mentre stai senza sorte certa,
umiliato, e come maledetto,
Dio in misericordia ti conferma.

24 dicembre 1955

dal libro Il tuo Natale di Clemente Rebora

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