martedì 9 dicembre 2008

Mandorlo (Amygdalus communis)



FAMIGLIA: Rosacee.
DESCRIZIONE: albero fruttifero ben noto per la sua bellissima fioritura precoce, talvolta nel cuore dell'inverno. I fiori sono di colore bianco carnicino; i frutti, che maturano a fine estae, si prensentano ovali e appiattiti, e sono utilizzati in pasticceria e nelle confetture. Il Mandorlo è di due varietà: quello a frutto dolce (seme biancastro) e quello a frutto amaro (seme giallastro di sapore amarognolo)
AMBIENTE: è coltivato in tutta Italia, soprattutto nel Meridione. Rifugge i terreni troppo pesanti (argillosi) o troppo umidi; preferisce quelli ben drenati di collina, anche aridi. Nei climi rigidi, le gelate rovinano sovente i suoi fiori e quindi compromettono il raccolto. Va piantato in posizione riparata e ben assolata.
PARTI UTILIZZATE: i semi dei frutti (mandorle) e il loro olio.
EPOCA DI RACCOLTA: settembre.
PROPRIETA' MEDICAMENTOSE: la varietà dolce è emolliente e lassativa. La varietà amara ha qualità sedative, antispasmodiche e febbrifughe.
PRESCRIZIONE: le mandorle dolci giovano per calmare la tosse; per correggere la stitichezza dei bambini e dei deboli. Le mandorle amare, possedendo l'acido prussico, son alquanto tossiche. Se ne sconsiglia l'uso senza il parere del medico, tanto più che le loro virtù sono comuni ad altre erbe innocue.
PREPARAZIONE E DOSE: si prendono gr 100 di mandorle dolci e si pestano in un mortaio; si aggiungono gr 200 di acqua tiepida, già bollita; quindi si filtra e si dolcifica leggermente. Questo liquido si beve a cucchiai come calmante della tosse.
Come lassativo utilizza l'olio (che si compera in farmacia): gr 30-50 per bambini, quale purgante; gr 50-80 per adulti; come lassativo. Bere preferibilmente a digiuno.
CONTROINDICAZIONI: non ve ne sono per le mandorle dolci.
RIPRODUZIONE E COLTURA DELLA PIANTA: il seme viene affidato al terreno in marzo, a dimora (il Mandorlo soffre nel trapianto). Se si vogliono belle varietà, le pianticelle dopo 4 anni vanno innestate.
Il Mandorlo autofeconda con difficoltà; pertanto è opportuno mettere nel parco, o nel campo, almeno 2 piante (distanza m 6 circa). Chi ha un parco, non ci pensi due volte. Inoltre è pianta di nessuna esigenza e tanto simpatica quando la sua precoce fioritura ci porta già un soffio di primavere nei mesi invernali.

dal libro Curarsi con erbe e piante di Cleto Gambioli - ed. A. Vallardi

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