lunedì 8 dicembre 2008

Heinrich Heine

La luna si nasconde silenziosa
dietro gli abeti verdi,
nella stanza la lampada
trema incerta e risplende appena.

Ma le mie stelle azzurre
brillano nella luce chiara,
la rosa di porpora arde
e la cara fanciulla dice:

'Il popoli minuto degli gnomi,
ci ruba pane e lardo,
la sera è ancora nella dispensa,
la mattina è sparito.

Un popolo minuto assaggia di
nascosto la nostra panna e lascia
scoperta la scodella,
e il gatto lecca il resto.

Il gatto è una strega,
e nelle notti di tempesta
striscia sul monte dei fantasmi,
e nella torre antica in rovina.

Là c'era una volta un castello,
tutto gioia e splendore di armi;
cavalieri splendidi, gentildonne e paggi
volteggiavano al baglioer danzante delle fiaccole.

Una fata cattiva
maledisse castello dame e cavalieri,
solo le rovine sono rimaste,
e i gufi vi fanno il nido.

E la povera zia diceva:
Se si dice la parola magica,
e di notte, al momento giusto,
sul monte e nel luogo giusto,

Allora le macerie si trasformeranno
di nuovo in un luminoso castello
e cavalieri, dame e paggi
danzeranno lieti ancora.

E chi dirà la parola magica
sarà padrone di tutto il castello,
trombe e tamburi renderanno omaggio
al giovane eccellentissimo principe'.

Heinrich Heine, Impressioni di viaggio

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