domenica 7 dicembre 2008

Giulietta e Romeo - Arte e poesia - Enciclopedia della donna 1963


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Mai come in 'Giulietta e Romeo' l'amore, nel suo misterioso intrecciarsi di sogno e di passione, di speranza e di angoscia, è stato rappresentato con tanta suggestione.
Soltanto in qualche grande poesia è possibile ritrovare tanta dolce intensità. Shakespeare era anche poeta e in questa favola egli ha concentrato purezza lirica, melodia espressiva, originalità d'immagini, come in una lunghissima, splendente poesia.
Vi invitiamo a fare questa osservazione: la storia narrata da Shakespeare è una vicenda artificiosa e melodrammatica: l'ambiente descrive la vita della nobiltà italiana del secolo XVI secondo le regole di un macchiavellismo di maniera; il destino è crudele al di là di ogni misura con i due giovani, le uccisioni si susseguono a ritmo impressionante, il finale è a sorpresa. Eppure, leggendo 'Giulietta e Romeo' noi non ci accorgiamo di tutto ciò e partecipiamo e ci commoviamo alla vicenda dei due giovani sposi. Perché?
Perché c'è l'invenzione poetica; perché Shakespeare ha rivestito di stupenda poesia una trama macchinosa e ne ha fatto un'opera d'arte. Noi leggiamo commossi, partecipi, la storia di due innamorati e sentimao dentro di noi che 'è così' , che 'è tutto vero' perché è vero l'amore: tutto il resto non conta.
Dopo ' Giulietta e Romeo' Shakespeare creò opere fortemente drammatiche, opere storiche, opere comiche; la sua 'esplorazione' dell'animo umano con tutti i sentimenti e le passioni che le agitano, non ha conosciuto limiti (e certe sue battute, certe immagini, alcuni suoi pensieri sono giunti sino a noi con l'incisiva potenza dei proverbi), ma quest'opera giovanile, anche di fronte alle grandi opere della maturità, resta poeticamente insuperata.

da Enciclopedia della donna - 1963 - Fratelli Fabbri Editori

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