lunedì 22 dicembre 2008

22.12.2008 Una preghiera al giorno

«Coloro che le udivano, le serbavano in cuor loro». (Lc 1, 66)

Giovanni Battista ha il compito di “andare innanzi” a Gesù, perché il Salvatore possa trovare più facilmente spazio nel cuore e nella vita di quelli che ascolteranno la sua parola. Questo compito è un po’ affidato anche a ciascuno di noi: preparare la strada al Signore, combattendo i nostri difetti particolari. Riconoscere i nostri limiti è affidarsi a Dio, andare contro le proprie abitudini, per compiere la volontà che troviamo scritta nella parola che il Signore ci affida, solo così la nostra lingua potrà sciogliersi e potremo diventare testimoni di quanto Dio ha preparato per ciascuno di noi. Se sappiamo riconoscere i nostri inciampi e le nostre battute di arresto, è più facile abbandonarsi a Dio e lasciare che lui venga ad abitare in noi cambiando le nostre abitudini per renderci capaci di comprendere la sua parola e parlare, in tutto ciò che facciamo, il linguaggio dell’amore.

Preghiamo
Tu, o Signore, sei per me una dimora
dove posso sempre venire a riposare.
Fammi sfuggire, o Dio, dall’arroganza del male
perché sei tu la mia roccia e la mia difesa.
Signore, sei tu la mia più grande speranza,
in te, fin dalla mia giovinezza, ho riposto fiducia.
Dal seno materno sei stato mio sostegno,
su di te mi appoggiai fin dal grembo di mia madre.
E anche ora, o Dio, non mi abbandonare
e io canterò la tua bontà paterna.
Dalla mia giovinezza mi hai educato
e ancora oggi seguirò la tua parola.
(dal Salmo 70)

da Una preghiera al giorno - Centro Ambrosiano

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