domenica 21 dicembre 2008

21-12.2008 La parola ogni giorno


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«Eccomi». (Lc 1,38)

L’impegno alla solidarietà trova la sua radice nella coscienza di aver “trovato grazia”, di essere stati graziati dalla condanna di una vita senza senso. Maria diventa capace di un “eccomi” - che dovrebbe diventare il motto del cristiano nei diversi ambiti della sua esistenza - non in forza di chissà quali virtù, ma principalmente per la scoperta di una “grazia” che l’ha preceduta, di un amore venuto prima di qualsiasi merito. Si diventa operatori di carità solo nel momento in cui si sente di dover “restituire” qualcosa che ci è stato donato gratis. A queste condizioni si giunge a compiere cose impossibili alle nostre forze, ma non a Dio che ha bisogno di noi, del nostro «eccomi» e insieme della nostra limitatezza, del nostro sì avvolto nella gratitudine infinita di chi scopre la possibilità di uscire da una vita grigia e senza colori.

Preghiamo
Signore, mi ricordo che tu un giorno
hai detto: «Chiedete ed otterrete!»
Oggi vorrei chiederti tante cose,
ma nulla per me.
Tanti uomini ancora non ti conoscono
altri hanno dimenticato la loro fede
e vivono come se non fossero battezzati.
C'è bisogno di uomini generosi e senza paura
che ti diano una mano,
perché il tuo amore arrivi anche a loro.
Signore, io sono ancora un ragazzo,
ma tu ascolta la mia preghiera:
«Manda tanti operai alla tua messe!»
Se vuoi, manda me!

da La parola ogni giorno - Centro Ambrosiano

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