venerdì 5 dicembre 2008

05-12-2008 La parola ogni giorno


«Il Figlio dell’uomo dovrà soffrire». (Mt 17, 12)

I profeti non sono mai riconosciuti dagli uomini: voce solitaria in un mondo che preferisce non mettersi in ascolto di Dio. Elia, Giovanni Battista, Gesù subiscono la stessa sorte: non essere accolti da un popolo che continua a rimanere incredulo e insensibile alla buona notizia. Nemmeno gli scribi si accorgono di quanto è già accaduto, loro che do-vrebbero conoscere bene le profezie che si devono ancora compiere. Così, gli appelli alla conversione rimangono inascoltati e la Parola pare diventare muta: solo la sofferenza è declamata nella sua gratuità.
Gesù lo sa bene e si prepara alla cattiveria degli uomini. La prospettiva della croce comincia a delinearsi in tutta la sua drammaticità. È il Padre che glielo ha appena rivelato nell’esperienza luminosa della Trasfigurazione: anticipo di luce di Risurrezione dopo il passaggio della morte.

Preghiamo
O amore ineffabile,
sebbene tu avessi visto nella tua luce
tutte le iniquità che la tua creatura
doveva commettere contro di te,
o bontà infinita,
hai fatto finta di non vedere,
e hai fissato però lo sguardo
sulla bellezza della tua creatura,
della quale, folle ed ebbro di amore,
ti sei innamorato
e per amore l’hai tratta da te
e le hai donato l’essere
a tua immagine e somiglianza.
(Caterina da Siena)

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