domenica 30 novembre 2008

Vittorio Sereni

Un grande amico che sorga alto su me
e tutto porti me nella sua luce,
che largo rida ove io sorrida appena
e forte ami ove io accenni a invaghirmi..
Ma volano gli anni, e solo calmo è l'occhio che antivede
perdente al sua riapparire
lo scafo che passava primo al ponte.
Conosce i messaggeri della sorte,
può chiamarli per nome. E' il soldato presago.
Non pareva il mattino nato al altro?
E l'ala dei tigli
e l'erta che improvvisa in verde ombrìa si smarriva
non portavano ad altro?
Ma in terra di colpo nemica al punto attesa
si arroventa la quota.
Come lo scolaro attardato
- né più della minaccia della porta
sbarrata fiori e ali lo divagano -
io lo seguo, sono nella sua ombra.
Un disincantato soldato.
Uno spaurito scolaro.

Vittorio Sereni, Il grande amico

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