martedì 25 novembre 2008

La mia vita era rimasta - in un angolo di E. Dickinson


foto di Luca



La mia vita era rimasta - in un angolo -
come un fucile carico - fino al giorno in cui
il suo padrone passò - mi riconobbe -
e mi portò via con sé-

E ora vaghiamo in boschi sovrani -
E ora cacciamo i daini -
E tutte le volte che parlo per lui -
rispondono i monti -

E quando sorrido, nella valle,
come se un volto vulcanico,
il proprio piacere esplodesse,
una tal luce cordiale risplende -

E quando, la sera, alla fine di una ricca giornata -
proteggo il suo capo -
è come avere diviso un cuscino
morbido di piume - anzi, meglio -

A chi gli è nemico - sono mortale nemico -
Non si muove due volte -
Colui su cui poso il mio occhio dorato -
O si punta, risoluto, il mio dito -

E se a me, più a lungo che a lui sarà dato di vivere
lui - più a lungo di me - dovrà vivere -
che a me non è dato il potere di uccidere,
senza il potere - di morire.

da Silenzi di E. Dickinson - Universale Economica Feltrinelli

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