domenica 30 novembre 2008

La donna greca (periodo ionico) - enciclopledia della donna



L'elegante 'chiton'
Intorno al V secolo la donna greca portava una tunica di lino che scendeva fino ai piedi, il 'chiton'. Si trattava di una lunga veste formata da un panno rettangolare senza ripiegature e senza aperture laterali; sulle spalle e sulle braccia non era cucita, ma piccole fibule o una serie di cammei provvedevano a tenere accostati i lembi formando una graziosa ed elegante guarnizione.
Per fare aderire il chiton al busto la donna greca usava un cordoncino incrociato davanti e dietro e legato in vita.
Talvolta il chiton era pieghettato, talvolta era rialzato sulla cintura per formare uno sbuffo chiamato 'Kolpos'. Sotto il chiton la donna greca incominciò in quel periodo a portare una sotto-tunica corta, il 'chitonion': in casa indossava solo questa specie di sottoveste che le lasciava maggior libertà di movimenti.

La mantellina
Elemento complementare del chiton era il 'diploide': un ampio telo rettangolare, piegato nel senso orizzontale quasi a metà: veniva fatto passare sotto una ascella e ricongiunto al di sopra della spalla in modo che le pieghe ricadessero armoniosamente. Bastava un gesto, ma dettato da una secolare abitudine di eleganza. Al posto del diploide le donne greche indossavano spesso l''imation', un classico mantello che poteva servire anche da copricapo e che avvolgeva tutta la persona.

Capelli biondi e naturali e no
La bella ateniese era bionda. Se i suoi capelli erano naturalmente scuri venivano ben presto tinti di biondo oro, quando non erano addirittura finti e comperati nell'isola di Lesbo, famosa per la fabbricazione delle parrucche. Venivano raccolti sulla nuca con un nodo falsamente negligente; talvolta una benda di lana o una fascia di metallo prezioso, poste alte sulla fronte, erano legate dietro la nuca. Spesso queste decorazioni avevano l'aspetto e la lavorazione di veri e propri diademi.

Gioielli, specchi e ventagli
Caratteristici di questo periodo erano degli aghi particolari che servivano per raccogliere i capelli sulla nuca: erano lunghi parecchi centimetri, fatti d'avorio, osso o metalli preziosi e terminavano all'impugnatura con la figurina di qualche divinità. Ogni dama possedeva specchi di bronzo o argento, pietre montate in oro per le orecchi, serpi in oro per le braccia, monili per il collo, per le caviglie e per le braccia.
Verso il V secolo comparvero i ventagli, certo fra gli oggetti meno utili ma di più lunga vita nella storia del costume. Erano di mirto, di acacia, di foglie di platano e, più tardi, di materiali preziosi.

da Enciclopedia della donna 1963 - Fratelli Fabbri Editori

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