martedì 11 novembre 2008

Isabel Allende

I giorni passano un granello dopo l'altro misurati da una clessidra di sabbia paziente, sono talmente lenti che si perdono sul calendario, mi sermbra di essere sempre stata in questa città invernale fra chiese, statue e viali imperiali. Il ricorso alla magia risulta inutile; sono messaggi lanciati in mare in una bottiglia, con l'illusione che vengano trovati su un'altra sponda e che qualcuno venga a riscattarci, ma per ora non c'è risposta. Ho passato quarantanove anni correndo, nell'azione e nella lotta, dietro mete che non ricordo, inseguendo qualcosa senza nome che era sempre più in là. Oro sono costretta a rimanere ferma e silenziosa; per quanto corra non arrivo da nessuna parte, se grido nessuno mi sente. Mi hai dato il silenzio per riflettere sul mio passaggio per questo mondo, Paula, per tornare al passato vero e al passato fantastico, recuperare la memoria che altri hanno dimenticato, ricordare ciò che mai accadde e che forse accadrà. Assente, muta e paralizzata, tu sei la mia guida. Il tempo passa lentissimo. O forse il tempo non passa, siamo noi che passiamo attraverso il tempo.

Isabel Allende, Paula

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