domenica 2 novembre 2008

Eleonora Lodà

Ritagliava, con le minuscole forbicine che si portava appresso, fra quaderni e qualche libro, un fiammeggiante, vellutato petalo di rosa. Il labbro inferiore stretto fra i denti, sembrava che niente altro al mondo in quel momento avesse per lei maggior importanza di quel delicato petalo profumato. Il suo metro e settanta le dava il diritto di sedere all'ultimo banco della sua classe e, a seconda del professore di turno, di dedicarsi, più che agli esempi di formule, regole ed eccezioni che veloci si inseguivano alla lavagna, alle sue fantasiose occupazioni e l'ora di fisica, religione e francese erano particolarmente...ispiratrici.
Sedici anni, i calzini corti e quella primavera dirompente che, su folate di vento, portava mille profumi e mille progeti nella mente di Lea entrando dai finestroni dell'aula.

Eleonora Lodà, Appassionata-mente

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