martedì 4 novembre 2008

4 Novembre 2008


Martedì - 4 novembre 2008 - S. Carlo Borromeo - Fil 2,5-11; Sal 21
Lode a te, Signore, nell'assemblea dei santi
Ø Lc 14,15-24

Uno dei commensali, avendo udito ciò, gli disse: «Beato chi mangerà il pane nel regno di Dio!». Gesù rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All'ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: Venite, è pronto. Ma tutti, all'unanimità, cominciarono a scusarsi. Il primo disse: Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego, considerami giustificato. Un altro disse: Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego, considerami giustificato. Un altro disse: Ho preso moglie e perciò non posso venire. Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al padrone. Allora il padrone di casa, irritato, disse al servo: Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui poveri, storpi, ciechi e zoppi. Il servo disse: Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c'è ancora posto. Il padrone allora disse al servo: Esci per le strade e lungo le siepi, spingili a entrare, perché la mia casa si riempia. Perché vi dico: Nessuno di quegli uomini che erano stati invitati assaggerà la mia cena».

Medita
(don Paolo Curtaz)Il problema non è Dio, amici, siamo noi. Quanti di noi pensano – istintivamente – a Dio come a qualcuno che, pur avendo in mano la mia felicità, fa il prezioso e si fa pregare per poterlo conoscere? Sbagliato, amici, sbagliatissimo. Non è Dio l'assente, ma l'uomo. Il problema non è che Dio si trastulla tra le nuvole, ma che l'uomo è travolto dalle cose che ritiene fondamentali e che tali non sono. Il problema è che l'uomo, all'invito di Dio a partecipare la suo sogno, garbatamente risponde: vorrei ma... Quante volte mi sento dire: "Gran cosa l'interiorità, don Paolo, utile, fondamentale, me ne occuperò in vecchiaia"! Quando capiremo che la felicità è ora, è qui e che non c'è affare o preoccupazione o affetto che mi possa allontanare dal bisogno sostanziale di essere felice nella mia vita e che questo bisogno solo Dio lo può colmare e che incontrare Dio non è una noiosa e doverosa faccenda ma una splendida e riuscita cena. Noi, invitati alle nozze d'improvviso, assaporiamo lo stupore dell'essere chiamati pur essendo mendicanti! Nulla, Signore, ci distragga dal rispondere al tuo invito, oggi. Nulla ci tenga lontani da te: che la nostra vita diventi invito a partecipare alla festa di Nozze dell'Agnello verso tutti i fratelli che metterai sulla nostra strada, amen.

Prega
Tu mi parli, Signore Gesù, di un Dio che desidera stare con me, avermi con lui, perché possa gustare la bellezza e la pace della sua presenza, del suo amore. Ti confesso che questo mi fa piacere, che mi dà profonda serenità sapere che il cuore del Padre è abi­tato da questo desiderio. Ti devo però confessare an­che che il mio cuore spesso si lascia distrarre da quan­to fa parte della vita, dai beni che fatico a usare con li­bertà e che finiscono per sequestrare il mio cuore, dalle persone amate che sembrano più in grado di ral­legrare il mio cuore e donargli serenità. Forse sta qui la ragione dei tanti rifiuti o rinvii ad accogliere l'of­ferta di Dio Padre. Ti chiedo per questo un cuore che sappia deside­rare di stare con Dio, capace di riconoscere il valore di quello che lui intende offrirmi, libero di accoglier­lo. Amen.

Un pensiero per riflettere
Le ricchezze sono spine per acquistarle, per conservarle, per possedere
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