mercoledì 29 ottobre 2008

Tagore

I miei canti sono schiere di loto:
dove sono nati
non sono rimasti.
Sono senza radici,
ma hanno foglie e fiori.
Con la gioia della luce
danzano sulle onde delle acque.
Sono senza casa e senza raccolto,
come ospiti sconosciuti
s'ignora quando arrivano.

Quano viene luglio
su nubi indomabili,
sotto l'impeto della corrente
straripano le due rive;
la schiera dei miei loto,
indomabili, irrequieti,
sulle rapide impetuose
smarriscono la via.
Si disperdono di villaggio in villaggio,
in flussi e riflussi
da un luogo all'altro
in ogni direzione.

Surul, 12 gennaio 1915, da Balaka
Rabindranath Tagore - Poesie - ed. Corr.della Sera

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