lunedì 27 ottobre 2008

Soffia il vento della spiritualità - Messaggero di Sant'Antonio


Cielo - mare - Bovalino

Soffia il vento della spiritualità

La spiritualità tocca il nucleo centrale dell’esistenza umana: la relazione con l’Assoluto. Per questo da essa non si può prescindere. Lo mostra anche Torino spiritualità, manifestazione che si tiene ogni anno a settembre nel capoluogo piemontese.
di p. Ugo Sartorio

Spiritualità è una parola multiuso su piattaforma girevole. Mentre ieri era riservata a un manipolo di eletti, sequestrata nei chiostri e nei monasteri, attribuita in esclusiva ai culturisti dell’anima, oggi forse si eccede nello stiracchiarla un po’ qua e un po’ là, come una fisarmonica, e in effetti fa da rimando a cose tra loro diversissime, poco e male imparentate: si considerino soltanto le stravaganze di quella spiritualità fai-da-te propiziata dall’eclettico e fumoso filone New Age. «È meglio vivere una spiritualità che usare il nome di una religione», canticchia Giuseppe Povia, quello de I bambini fanno oh, che si spiega – a suo modo – subito dopo: «Giuro che son più sicuro nell’insicurezza che nella convinzione». Ma che cos’è allora spiritualità? Qualcosa di molto simile al prezzemolo che si sposa con molti cibi, o anche a una turbina che offre al soggetto spumeggiante tensione emotiva a fronte di basso o nullo impegno personale. Praticamente, all’estremo, emozioni contro etica!Ho tra le mani un recente e ponderoso volume (ben 1152 pagine) scritto dal teologo Kees Waaijman dal titolo La spiritualità. Forme, fondamenti, metodi (2007); le prime righe dicono questo: «La spiritualità tocca il nucleo centrale della nostra esistenza umana: la nostra relazione con l’Assoluto». Si tratta di una definizione pratica, induttiva, che però ha il pregio di mettere in chiaro che con la spiritualità o senza di essa si mette in gioco la vita, perché ne va del rapporto più intimo di ogni uomo e di ogni donna: quello con Dio. Né più né meno.....

dal Messaggero di Sant'Antonio - mese di settembre 2008

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