martedì 14 ottobre 2008

Pomodoro

FAMIGLIA: Solanacee.

DESCRIZIONE: pianta erbacea annuale alta circa un metro, leggermente tormentosa. Ha foglie frastagliate, con segmenti disuguali. I fiori gialli sono riuniti in grappoli, ai quali succedono bacche più o meno grosse, rotonde o bislunghe secono le varietà, che a maturazione di solito sono rosse (pomodori). Ha buccia sottile, polpa succosa e di alto valore nutritivo contenente proteine, sali minerali e vitamine.
AMBIENTE: pur essendo piante esotica, originaria dell'America del Sud, il Pomodoro si è ben acclimatata in Italia, avendo trovato il clima asciutto e assolato che preferisce. Si coltiva in ogni orto o campo. Teme il freddo (sotto 2-3 °C muore).
PARTI UTILIZZATE: i frutti maturi (pomodori).
EPOCA DI RACCOLTA: da giugno a tutto settembre. Si utilizzanon freschi. Per la stagione invernale si possono conservare sotto vetro: dopo averli lavati, si dividono in tanti pezzetti, e si pongono in un vaso di vetro a chiusura ermetica. Quindi si mette il vaso nell'acqua fredda ben sigillato; si fa bollire l'acqua (che dovrà coprire il vaso) per 20 minuti. Il vaso si collocherà in ambiente buio, dove si conserverà a lungo.
PROPRIETA' MEDICAMENTOSE: vitaminiche, diuretiche e antiuriche. Inoltre è leggermente lassativo.
PRESCRIZIONE: giova moltissimo agli artritici, ai gottosi e agli uricemici in genere. Inoltre risulta utile nell'arteriosclerosi. Giova pure ai denutriti e a chi soffre per mancanza di vitamine (ipovitaminosi e avitaminosi). Fa bene pure a chi ha l'intestino tardo nelle sue funzioni.
PREPARAZIONE E DOSE: si utilizzano la polpa, che si mangia a volontà, e il succo che viene bevuto pure con discrezione a digiuno e durante il giorno.
CONTROINDICAZIONI: per chi soffre di calcoli renali.
RIPRODUZIONE E COLTURA DELLA PIANTA: semina in aprile a dimora in buchette, interrando in ognuna di esse, alla profondità di cm. 2-3, 2-3 semi. Il terreno deve essere preparato con una buona vangatura, fertilizzando con concime chimico (il letame spesso è causa di muffe). Le piante andranno sarchiate più volte e legate a un tutore. Si innaffi non spesso, ma abbondantemente. Si scelgano varietà con pochi semi.

dal libro Curarsi con erbe e piante di Cleto Gambioli - ed. A. Vallardi

Nessun commento:

Posta un commento