domenica 5 ottobre 2008

Muriel Barbery

Qual è la guerra che combattiamo, certi della disfatta? Un mattino dopo l'altro, già stremati da tutte le battaglie sopraggiungono, rinnoviamo lo spavento della vita quotidiana, un corridoio infinito che nelle ultime ore sarà valsa la penda aver così a lungo percorso. Sì, angelo mio, ecco la vita quotidiana: tetra, vuota e sommersa di fatica. Le vie dell'inferno non le sono affatto estranee; ci cadiamo un giorno per esser rimasti troppo tempo qui. Da un corridoio alle vie: allora avviene la caduta, senza urti né sorprese. Ogni giorno ritroviamo la tristezza del corridoio e, passo dopo passo, proseguiamo il cammino della nostra oscura condanna.
Ma lui vide quelle vie? Dopo la cadute, come si rinasce? Quali nuove pupille negli occhi bruciati? Dove comincia la guerra e dove finisce?

Allora, una camelia.

Muriel Barbery, L'eleganza del riccio

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