domenica 5 ottobre 2008

Muriel Barbery

Per la prima volta in vita mia ho sperimentato il senso delle parole mai più. Beh, è una cosa terribile. Le pronunciamo cento volte al giorno, ma non sappiamo cosa stiamo dicendo se non ci siamo ancora confrontati con un vero 'mai più'. In fondo ci illudiamo sempre di poter controllare ciò che accade; nulla ci sembra definitivo. Anche se in queste ultime settimane dicevo che presto mi sarei suicidata, non so se ci credessi veramente. Ma questa decisione mi faceva davvero provare il senso della parola 'mai'? Niente affatto. Mi faceva provare il mio potere di decidere. E penso che, qualche istante prima di mettere fine alla mia vita, 'finito per sempre' sarebbe rimasta ancora un'espressione vuota. Ma quando qualcuno a cui vuoi bene muore...allora posso dire che capisci cosa significa, ed è una cosa che fa molto molto male. E' come un fuoco d'artificio che si spegne di colpo e tutto diventa nero. Mi sento sola, malata, ho la nausa e ogni movimento mi costa uno sforzo immane.
......
Stasera, ripensandoci, con il cuore e lo stomaco in subbuglio, mi dico che forse in fondo la vita è così: molta disperazione, ma anche qualche istante di bellezza dove il tempo non è più lo stesso. E' come se le note musicali creassero una specie di parentesi temporale, una sospensione, un altrove in questo luogo, un sempre nel mai.
Sì, è proprio così, un sempre nel mai.

Muriel Barbery, L'eleganza del riccio

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